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Catechesi Santo Padre
videomessaggio Santo Padre«Un bambino ha diritto a giocare e parte dell’educazione è insegnare ai bambini a giocare». Lo ha detto Papa Francesco salutando i partecipanti al Global Education and Skills Forum e congratulandosi con Hanan Al Hroub, la maestra palestinese vincitrice del Global Teacher Prize 2016. In un videomessaggio trasmesso domenica 13 marzo durante l’incontro svoltosi a Dubai, il Pontefice ha incoraggiato la missione dei maestri di tutto il mondo rimarcando l’importanza della collaborazione con la rete educativa mondiale Scholas Occurrentes. Di seguito una nostra traduzione delle parole pronunciate dal Papa in spagnolo.

Desidero far giungere un saluto speciale a tutti voi docenti che state partecipando al Global Education and Skills Forum, e anche ringraziare il primo ministro degli Emirati Arabi, Aheik Mohammed bin Rashid, per l’invito fatto a Scholas a mettere in atto il suo programma educativo a favore dell’integrazione e della pace nel mondo. Desidero altresì congratularmi con la maestra Hanan Al Hroub, vincitrice di questo prestigioso premio per l’importanza che ha dato al gioco nell’educazione del bambino. Un bambino ha diritto a giocare e parte dell’educazione è insegnare ai bambini a giocare, perché nel gioco s’impara a essere sociali, s’impara la gioia della vita. Un popolo non educato, a causa della guerra o per tutti i motivi che ci sono per non poter ricevere un’educazione, è un popolo che decade, decade, decade, e può addirittura cadere fino al livello degli istinti. Perciò desiderio sottolineare il vostro nobile compito. Mi congratulo con la Vark ey Foundation per aver incoraggiato i preziosi contributi che i maestri di tutto il mondo danno quotidianamente per creare una società globale sostenibile e collaborare insieme a Scholas al cambiamento educativo di cui i nostri bambini e i nostri giovani hanno bisogno. Insieme potranno ridare agli educatori il meritato posto e l’inestimabile riconoscimento per il grande impatto che hanno sulle nostre vite. E restituire così la meritata posizione alla loro professione, la più rispettata della società. Artefici di umanità e costruttori della pace e dell’incontro. Ho chiesto ai Direttori di Scholas di trasmettervi personalmente i miei saluti e il mio incoraggiamento per tutto quello che fate come docenti. Che i governi possano prendere coscienza della grandezza del vostro compito. Andate avanti, e per favore non dimenticatevi di pregare per me.

© Osservatore Romano - 14 15 marzo 2016