Nel quadro del tradizionale scambio di Delegazioni per le rispettive feste dei Santi Patroni, il 29 giugno a Roma per la celebrazione dei Santi Pietro e Paolo e il 30 novembre a Istanbul per la celebrazione di Sant’Andrea, il cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, guida la Delegazione della Santa Sede per la Festa del Patriarcato Ecumenico. Quest’anno le celebrazioni hanno un carattere particolarmente festivo ricorrendo il XX anniversario della elezione di Sua Santità Bartolomeo I quale Arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca Ecumenico. Il cardinale Koch è accompagnato dal Vescovo Brian Farrell, Segretario del Dicastero, e dal Rev.do Andrea Palmieri, officiale della Sezione Orientale del medesimo Dicastero. Ad Istanbul, si è unito alla delegazione il Nunzio Apostolico in Turchia, S.E. Mons. Antonio Lucibello.La Delegazione della Santa Sede ha preso parte alla solenne Divina Liturgia presieduta da Bartolomeo I nella chiesa patriarcale del Fanar, ed ha avuto un incontro con il Patriarca e conversazioni con la Commissione sinodale incaricata delle relazioni con la Chiesa cattolica. Il cardinale Koch ha consegnato al Patriarca Ecumenico un messaggio autografo del Santo Padre, di cui ha dato pubblica lettura alla conclusione della Divina Liturgia, accompagnato da un dono. Il cardinale ha inoltre incontrato i rappresentanti della comunità cattolica locale e si è intrattenuto in una conversazione sull’ecumenismo con i religiosi e le religiose presenti in quella città.
Pubblichiamo di seguito il testo del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI al Patriarca Ecumenico:
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
À Sa Sainteté Bartholomaios ler,
Archevêque de Constantinople
Patriarche œcuménique
« Que le Dieu de l'espérance vous comble de joie et de paix dans la foi » (Rm 15, 13)
Dans la communion de la foi que nous avons reçue des Apôtres et dans la charité fraternelle qui nous lie, je m'unis de tout cœur à la célébration solennelle que Votre Sainteté préside en la fête de l'apôtre et martyr Saint André, frère de Pierre et saint protecteur du Patriarcat œcuménique, pour souhaiter à Votre Sainteté, aux membres du Saint-Synode, au clergé et à tous les fidèles, une abondance de dons célestes et de bénédictions divines. Mes prières, ainsi que celles de tous les frères et sœurs catholiques, accompagnent les vôtres pour invoquer de Dieu, notre Père, qui aime son Église et l'a édifiée sur le fondement des Apôtres, la paix dans le monde entier, la prospérité de l'Église et l'unité de tous ceux qui croient au Christ. La délégation que je vous ai envoyée, guidée par mon vénérable frère le Cardinal Kurt Koch, auquel j'ai confié ce message de vœux, constitue le signe tangible de ma participation et Vous offre le salut fraternel de l'Église de Rome.
Je garde au cœur le souvenir encore bien vivant de notre dernière rencontre, quand nous nous sommes rendus ensemble, en pèlerins de la paix, dans la ville d'Assise, pour réfléchir sur le profond rapport unissant la recherche sincère de Dieu et de la vérité et celle de la paix et de la justice dans le monde. Je rends grâce au Seigneur qui m'a permis de renforcer avec Votre Sainteté les liens d'amitié sincère et de fraternité authentique qui nous unissent, et de rendre témoignage au monde entier de l'ample vision que nous partageons quant aux responsabilités auxquelles nous sommes appelés en tant que chrétiens et pasteurs du troupeau que Dieu nous a confié.
Les circonstances actuelles, qu'elles soient d'ordre culturel, social, économique, politique ou écologique, posent aux catholiques et aux orthodoxes exactement le même défi. L'annonce du mystère du salut à travers la mort et la résurrection de Jésus Christ a aujourd'hui besoin d'être renouvelée avec force dans de nombreuses régions qui, les premières, accueillirent la lumière et subissent aujourd'hui les effets d'une sécularisation en mesure d'appauvrir l'homme dans sa dimension la plus profonde. Face à l'urgence d'une telle tâche, nous avons le devoir d'offrir à l'humanité tout entière l'image de personnes ayant acquis une maturité dans la foi, capables de se rassembler malgré les tensions humaines, grâce à la recherche commune de la vérité, en ayant conscience que l'avenir de l'évangélisation dépend du témoignage d'unité donné par l'Église et de la qualité de la charité, comme nous l'a enseigné le Seigneur dans la prière qu'il nous a laissée : « Qu'ils soient un, afin que le monde croie » (Jn 17, 21). C'est pour moi un très grand réconfort de constater que Votre Sainteté également, depuis quelle a été appelée au ministère d'Archevêque de Constantinople et de Patriarche œcuménique, il y a vingt ans, a toujours eu à cœur la question du témoignage de l'Église et de sa sainteté, dans le monde contemporain.
Sainteté, en ce jour où nous célébrons la fête de l'Apôtre André, nous élevons encore une fois notre supplique ardente vers le Seigneur pour qu'il nous donne de progresser sur le chemin de la paix et de la réconciliation. Puissions-nous, par l'intercession de Saint André et des Saints Pierre et Paul, saints patrons respectifs de l'Église de Constantinople et de l'Église de Rome, recevoir le don de l'unité qui nous vient d'en haut.
Dans ces sentiments de foi, de charité et d'espérance, je vous redis, Sainteté, mes vœux les plus fervents et échange avec Vous une accolade fraternelle dans le Christ notre Seigneur.
Du Vatican, le 24 novembre 2011
BENEDICTUS PP XVI
© Bollettino Santa Sede - 30 novembre 2011
A Sua Santità Bartolomeo I,
Arcivescovo di Costantinopoli
Patriarca ecumenico
«Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nella fede»(Rm 15, 13).
Nella comunione della fede che abbiamo ricevuto dagli Apostoli e nella carità fraterna che ci lega, mi unisco di tutto cuore alla celebrazione solenne che Vostra Santità presiede nella festa dell'apostolo e martire sant'Andrea, fratello di Pietro e santo protettore del Patriarcato ecumenico, per augurare a Vostra Santità, ai membri del Santo Sinodo, al clero e a tutti i fedeli, un'abbondanza di doni celesti e di benedizioni divine. Le mie preghiere, come pure quelle di tutti i fratelli e sorelle cattolici, accompagnano le vostre per invocare da Dio, nostro Padre, che ama la sua Chiesa e la edifica sul fondamento degli Apostoli, la pace nel mondo intero, la prosperità della Chiesa e l'unità di tutti coloro che credono in Cristo. La delegazione che vi ho inviato, guidata dal mio venerabile fratello, il Cardinale Kurt Koch, al quale ho affidato questo messaggio augurale, costituisce il segno tangibile della mia partecipazione e le porta il saluto fraterno della Chiesa di Roma.
Conservo nel mio cuore il ricordo ancora molto vivo del nostro ultimo incontro, quando ci siamo recati insieme, come pellegrini della pace, alla città di Assisi, per riflettere sul profondo rapporto che unisce la ricerca sincera di Dio e della verità a quella della pace e della giustizia nel mondo.
Rendo grazie al Signore che mi ha permesso di rafforzare con Vostra Santità i vincoli di amicizia sincera e di fraternità autentica che ci uniscono, e di rendere testimonianza al mondo intero dell'ampia visione che condividiamo riguardo alle responsabilità alle quali siamo chiamati in quanto cristiani e pastori del gregge che Dio ci ha affidato.
Le circostanze attuali, siano esse di ordine culturale, sociale, economico, politico o ecologico, pongono ai cattolici e a gli ortodossi esattamente la stessa sfida. L'annuncio del mistero della salvezza, attraverso la morte e la resurrezione di Gesù Cristo, ha oggi bisogno di essere rinnovato con forza in numerose regioni che, per prime, accolsero la luce e che ora subiscono gli effetti di una secolarizzazione in grado di impoverire l'uomo nella sua dimensione più profonda. Di fronte all'urgenza di un simile compito, abbiamo il dovere di offrire all'umanità intera l'immagine di persone che hanno acquisito una maturità nella fede, capaci di riunirsi malgrado le tensioni umane, grazie alla ricerca comune della verità, consapevoli che il futuro dell'evangelizzazione dipende dalla testimonianza di unità resa dalla Chiesa e dalla qualità della carità, come ci insegna il Signore nella preghiera che ci ha lascito: «perché tutti siano una cosa sola... e il mondo creda» (Gv 17, 21). È per me motivo di grande conforto constatare che anche Vostra Santità, da quando è stata chiamata al ministero di Arcivescovo di Costantinopoli e di Patriarca ecumenico, venti anni fa, ha sempre avuto a cuore la questione della testimonianza della Chiesa e della sua santità, nel mondo contemporaneo.
Santità, in questo giorno in cui celebriamo la festa dell'apostolo Andrea, leviamo ancora una volta la nostra ardente supplica al Signore affinché ci consenta di progredire lungo il cammino della pace e della riconciliazione. Che possiamo, con l'intercessione di sant'Andrea e dei santi Pietro e Paolo, santi patroni rispettivamente della Chiesa di Costantinopoli e della Chiesa di Roma, ricevere il dono dell'unità che ci viene dall'alto!
Con questi sentimenti di fede, di carità e di speranza, le riformulo, Santità, i miei voti più ferventi e scambio con lei un abbraccio fraterno in Cristo nostro Signore.
Dal Vaticano, 24 novembre 2011
Benedetto XVI
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