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Catechesi Santo Padre

papa Francesco Cappellani aereoportiAlle ore 12 di questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Seminario mondiale dei Cappellani Cattolici dell’Aviazione Civile e dei membri delle Cappellanie Aeroportuali, promosso dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti sul tema: “Evangelii gaudium: quale aiuto per il ministero pastorale dell’Aviazione Civile?” (Roma, 10-13 giugno 2015).

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti all’incontro:

Discorso del Santo Padre

Signor Cardinale,

cari fratelli e sorelle,

vi accolgo a conclusione del Seminario Internazionale dei Cappellani Cattolici dell’Aviazione Civile e dei membri delle Cappellanie Aeroportuali, promosso dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, sul tema: “Evangelii gaudium: quale aiuto per il ministero pastorale della Cappellania aeroportuale?”. Saluto cordialmente il Presidente e lo ringrazio per le sue cortesi parole. Saluto tutti voi, che avete preso parte a queste giornate di studio per scambiare idee ed esperienze pastorali.

In particolare, avete riflettuto su come accogliere le indicazioni dell’Esortazione apostolica nell’apostolato degli aeroporti, sempre a partire dalla testimonianza, per aiutare le persone ad aprire il cuore e la vita a Cristo. La sollecitudine pastorale nell’ambito dell’aviazione civile è rivolta a tutti coloro che, a diverso titolo, appartengono alla comunità civile, indipendentemente dalla nazionalità, dal credo religioso o dalla cultura, con particolare attenzione a quelli tra loro che sono più poveri, sofferenti o emarginati.

L’aeroporto è luogo di incontro di tante persone che viaggiano, per lavoro, per turismo, per altre necessità; vi transitano migranti e rifugiati, bambini e anziani, persone che hanno bisogno di cure e attenzioni speciali. E poi ci sono le persone che lavorano lì, ogni giorno, con le loro situazioni personali e professionali. Vi è anche il preoccupante numero di passeggeri senza documenti - spesso rifugiati e richiedenti asilo -, che sono detenuti nei locali aeroportuali per brevi o lunghi periodi, a volte senza adeguata assistenza umana e spirituale.

A volte possono verificarsi situazioni tragiche, a causa, per esempio, di incidenti, o dirottamenti, con conseguenze serie per l’incolumità e lo stato psicologico delle persone. Anche in queste circostanze il cappellano è chiamato e ricercato da quanti hanno bisogno di conforto e di incoraggiamento.

Anche negli aeroporti Cristo Buon Pastore vuole prendersi cura delle sue pecore mediante i sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia, dove l’incontro con l’infinita misericordia di Dio apre vie impensate di evangelizzazione. Infatti, ai nostri giorni annunciare il Vangelo implica sollevare le persone dai fardelli che pesano sul cuore e sulla vita; significa proporre le parole di Gesù come alternativa alle promesse del mondo che non danno la vera felicità. Oggi è diventato più urgente riscoprire il volto compassionevole di Dio, e per questo sarà prezioso il tempo di grazia che ci offrirà l’Anno Santo della Misericordia.

La cappellania aeroportuale è chiamata ad essere un luogo di unità nella diversità per tutte le categorie di persone. Gli aeroporti sembrano città nelle città, dove realtà molteplici si intrecciano e si sovrappongono. Come una grande città, l’aeroporto è un ambiente cosmopolita, multi-etnico e multi-religioso, e voi, cappellani e membri delle cappellanie, siete immersi nella vita di questa singolare comunità; e perciò è importante collaborare docilmente e mettersi sempre in ascolto dello Spirito Santo, che crea unità nella diversità (cfr At 2,1-13).

La missione in aeroporto richiede anche di lavorare affinché le persone abbiano il desiderio di ascoltare la Parola di Dio. Chi ascolta e prende a cuore la voce di Dio diventa a sua volta capace di offrire parole di consolazione e aiutare gli altri a confidare nella divina misericordia, che è un riparo sicuro per chi è debole e non ha la presunzione di salvarsi da solo. La misericordia divina si apre a tutti e mostra la volontà di Dio che vuole salvare tutti.

Cari fratelli e sorelle, vi incoraggio ad operare affinché in questi particolari luoghi di “frontiera” che sono gli aeroporti, ci sia spazio per trovare e praticare amore e dialogo, che alimentano la fraternità tra le persone e preservano un clima sociale pacifico. E prego insieme con voi il Signore perché il vostro apostolato, che partecipa alla missione universale della Chiesa, sia efficace proclamazione della Buona Notizia.

Benedico tutti voi e le vostre comunità. La Madonna vi protegga. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me.

© Osservatore Romano - 13 giugno 2015