Alle ore 11.35 di questa mattina, nella Sala Regia, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti alla 41.ma Sessione della Conferenza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (F.A.O.), in corso a Roma dal 22 al 29 giugno 2019.
Riportiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti:
Discorso del Santo Padre
Saludo al Presidente, el señor Enzo Benech, a los honorables delegados de las diversas naciones y entidades, y a todos los presentes en esta cuadragésima primera sesión de la Conferencia de la FAO. De manera particular, quisiera dirigir mi saludo y mi reconocimiento al Director General, profesor José Graziano da Silva, que dentro de pocas semanas terminará su servicio al frente de esta Organización. Gracias de corazón por su trabajo. Y expreso mi felicitación por la elección del Director General de la FAO, Su Excelencia el señor Qu Dongyu. Espero que con la ayuda de todos podamos seguir trabajando conjuntamente para profundizar e incrementar, con responsabilidad y determinación, los esfuerzos dirigidos a alcanzar los objetivos 1 y 2 de la Agenda 2030 y así erradicar con mayor rapidez y con fuerza los complejos, graves e inaceptables flagelos del hambre y de la inseguridad alimentaria.
El objetivo “Hambre Cero” en el mundo es todavía un gran desafío, aun cuando se debe reconocer que en los últimos decenios se ha visto un gran avance. Para combatir la falta de alimento y de acceso al agua potable, es necesario actuar sobre las causas que las provocan. En el origen de este drama se halla sobre todo la falta de compasión, el desinterés de muchos y una escasa voluntad social y política a la hora de responder a las obligaciones internacionales.
La falta de alimento y de agua no es un asunto interno y exclusivo de los países más pobres y frágiles, sino que concierne a cada uno de nosotros, porque todos con nuestra actitud participamos de una u otra forma favoreciendo o frenando el sufrimiento de muchos hermanos nuestros (cf. Discurso a los miembros de la Federación Europea de Bancos de Alimentos, 18 mayo 2019). Todos estamos llamados a escuchar el grito desesperado de nuestros hermanos y a poner los medios para que puedan vivir, viendo respetados sus derechos más básicos.
Uno de los medios que está a nuestro alcance es la reducción del derroche de alimentos y de agua; para ello la educación y la sensibilización social es una inversión tanto a corto como a largo plazo; pues las nuevas generaciones pasarán este testigo a las futuras, sabiendo que este drama social no puede ser tolerado por más tiempo (cf. Carta enc. Laudato si’, 50).
Es evidente la conexión entre fragilidad ambiental, la inseguridad alimentaria y los movimientos migratorios. El aumento del número de refugiados en el mundo durante los últimos años – es impresionante la última estadística de las Naciones Unidas – nos ha demostrado que el problema de un país es el problema de toda la familia humana. Para ello se necesita promover un desarrollo agrícola en las regiones más vulnerables, fortaleciendo la resiliencia y la sostenibilidad del territorio. Y esto solo se logrará, por una parte, invirtiendo y desarrollando tecnologías, y por otra, ideando políticas innovadoras y solidarias para el desarrollo.
La FAO, como también otras organizaciones internacionales, son actores idóneos para coordinar medidas perentorias e incisivas que aseguren a todos, particularmente a los más pobres, el acceso a los bienes básicos. Estas entidades multilaterales deben estar acompañadas por el compromiso de los gobiernos, las empresas, el mundo académico, las instituciones de la sociedad civil y las personas individuales. El esfuerzo conjunto de todos logrará hacer realidad las metas y compromisos asumidos a través de programas y políticas que ayuden a la población local a adquirir responsabilidades con su propio país, con sus comunidades y, por último, con sus propias vidas.
Quiero concluir reafirmando el compromiso de la Santa Sede a cooperar con la FAO, apoyando el esfuerzo internacional hacia la eliminación del hambre en el mundo y garantizando un futuro mejor para nuestro planeta y para la humanidad entera. Que Dios los bendiga en sus trabajos, en sus desvelos en favor de un auténtico progreso de nuestra gran familia humana. Muchas gracias.
© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html 27 giugno 2019
Saluto il Presidente,
il signor Enzo Benech, gli onorevoli delegati delle diverse nazioni ed enti, tutti i presenti in questa quarantunesima sessione della Conferenza della F A O . In modo particolare, vorrei rivolgere il mio saluto e la mia riconoscenza al Direttore Generale, il professor José Graziano da Silva, che tra poche settimane terminerà il suo servizio a capo di questa Organizzazione. Grazie di cuore per il suo lavoro. E mi congratulo per la scelta del Direttore Generale della F A O , Sua Eccellenza il signor Qu Dungyu. Spero che con l’aiuto di tutti possiamo continuare a lavorare insieme per approfondire e incrementare, con responsabilità e determinazione, gli sforzi volti a raggiungere gli obiettivi 1 e 2 dell’Agenda 2030 e così sradicare con maggiore rapidità e con forza le complesse, gravi e inaccettabili piaghe della fame e dell’insicurezza alimentare. L’obiettivo “Fame Zero” nel mondo è ancora una grande sfida, anche se si deve riconoscere che negli ultimi decenni si è assistito a un grande progresso. Per combattere la mancanza di cibo e di accesso all’acqua potabile è necessario agire sulle cause che la provocano. All’origine di questo dramma ci sono soprattutto la mancanza di compassione, il disinteresse di molti e una scarsa volontà sociale e politica al momento di rispondere agli obblighi internazionali. La mancanza di cibo e di acqua non è una questione interna ed esclusiva dei paesi più poveri e fragili, ma riguarda ognuno di noi, perché tutti, con il nostro atteggiamento, partecipiamo in un modo o nell’altro, favorendo o frenando la sofferenza di molti nostri fratelli (cfr. Discorso ai membri della Federazione Europea dei Banchi Alimentari, 18 marzo 2019). Siamo tutti chiamati ad ascoltare il grido disperato dei nostri fratelli e ad adottare ogni misura affinché possano vivere vedendo rispettati i loro diritti più fondamentali. Una delle misure che è alla nostra portata è la riduzione dello spreco di cibo e di acqua; a tal fine l’educazione e la sensibilizzazione sociale sono un investimento sia a corto sia a lungo termine; infatti le nuove generazioni passeranno questo testimone a quelle future, sapendo che tale dramma sociale non può essere tollerato più a lungo (cfr. Lettera Enciclica Laudato si’ , n. 50). È evidente il collegamento tra fragilità ambientale, l’insicurezza alimentare e i movimenti migratori. L’aumento del numero di rifugiati nel mondo durante gli ultimi anni — è impressionante l’ultima statistica delle Nazioni Unite — ci ha dimostrato che il problema di un paese è il problema di tutta la famiglia umana. È necessario pertanto promuovere uno sviluppo agricolo nelle regioni più vulnerabili, rafforzando la resilienza e la sostenibilità del territorio. E ciò si otterrà soltanto, da una parte, investendo e sviluppando tecnologie e, dall’altra, ideando politiche innovative e solidali per lo svilupp o. La F AO e altre organizzazioni internazionali sono attori idonei a coordinare misure perentorie e incisive che assicurino a tutti, e in particolare ai più poveri, l’accesso ai beni essenziali. Queste entità multilaterali devono essere accompagnate dall’impegno dei governi, dalle imprese, dal mondo accademico, dalle istituzioni della società civile e dalle singole persone. Lo sforzo congiunto di tutti riuscirà a concretizzare gli obiettivi e gli impegni presi attraverso programmi e politiche che aiutino la popolazione locale ad assumere responsabilità con il proprio paese, con le proprie comunità, e infine con la propria vita. Vorrei concludere riaffermando l’impegno della Santa Sede a cooperare con la F A O , appoggiando lo sforzo internazionale verso l’eliminazione della fame nel mondo e garantendo un futuro migliore per il nostro pianeta e per l’umanità intera. Che Dio vi benedica nei vostri lavori, nei vostri impegni a favore di un autentico progresso della nostra grande famiglia umana. Grazie
© Osservatore Romano - 28 giugno 2019