Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

"Francesco abbraccia Cristo Crocefisso" - Alvin Ong, per la Custodia OFM di Singapore (Malesia) uso dell'Opera concesso dalla Custodia all'Associazione Zammerù Maskil

"Francesco abbraccia Cristo Crocefisso" - Alvin Ong, per la Custodia OFM di Singapore (Malesia) uso dell'Opera concesso dalla Custodia all'Associazione Zammerù Maskil

Dalla lettura breve del Breviario 2Cor. 1,3-5

"Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio. Infatti, come abbondano le sofferenze di Crist
o in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione."


Il termine consolazione, non solo per motivi retorici ma, soprattutto, per motivi teologali, ricorre spesso nella Seconda Lettera ai Corinti e specie in questi versetti.
È il Padre Misericordioso, anzi il Padre delle Misericordie - quindi di ogni tipo di misericordia - che dona la Consolazione.
La Consolazione non è una consolazione che si percepisce "affettivamente" ma una Consolazione che "pesa" ha valore ontologico, teologico, salvifico.
È per San Paolo un fatto.
La percezione "affettiva" di questa Consolazione - che è azione spiccatamente dello Spirito Santo, il Consolatore - può anche non esserci, ma rimane la realtà certa che Dio te la dona non per gratificazione ma perché tu diventi "parakaleo", cioè uomo di consolazione nello Spirito Santo.
Assumi in te stesso le caratteristiche del Ministero dello Spirito, l'intercessione, la consolazione, l'avvocatura, la misericordia.
Solo se entri nel "gioco" divino del donare quello che sai per intima certezza di fede entri nell'autentica gioia.
Proprio perché non trattieni nulla per te stesso e per la tua infantile consolazione ma immediatamente la doni perché i fratelli possano crescere nella Fede e nella Speranza; cioè maturare sempre più l'intima certezza che Dio li ama radicalmente.
Ecco perché, giustamente, San Giovanni Paolo II diceva che "la fede si rafforza donandola". Non perché ripetendo "la fede" ti convinci e convinci... ma perché donando e annunciando, ciò che è vero e buono, cioè Cristo morto, disceso agli inferi e Risorto, ne dischiudi tutta la bellezza.. e questo irriga il deserto della tua vita e l'arsura del fratello.
L'annuncio, dunque, in ogni circostanza, opportuna ed inopportuna, nella temperanza dello Spirito e non di certo quella del politicamente corretto umano, è un dovere, un dovere nello Spirito Santo (Rm. 8,1ss).
Perché chi trattiene per sé disperde e chi dona, invece, immette nel circuito della Trinità ogni situazione e, soprattutto, ogni Persona.
Si rinnova rinnovando e rinnovando si rinnova.
Consolare, dunque, non è una pacca sulla spalla, un detto di circostanza: "vedrai che passerà!". È piuttosto immergersi nella Consolazione sapiente e scientifica di Dio e permettere al fratello e alla sorella di sperimentare questo straordinario viaggio nel Bene.
Sperimentare l'abbraccio di Cristo e donare qusto abbraccio che tutto restaura e rinnova nell'immarcescibile splendore della Carità viva e vivificante.
 
PiEffe