ASSISI , 12. L’amore di Dio non riguarda solo i consacrati e i sacerdoti, ma si rivolge a ogni singolo uomo: lo ha sottolineato il cardinale Paolo Sardi, patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, presiedendo, domenica 11 ad Assisi, la celebrazione per la festa di santa Chiara. Oltre al vescovo di Assisi- Nocera Umbra-Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, hanno concelebrato una trentina di sacerdoti.
Tra di essi anche il custo- de del Sacro Convento d’Assisi, pa- dre Mauro Gambetti. Nell’omelia, il cardinale Sardi si è soffermato appunto sull’amore ap- passionato di Dio verso l’uomo; amore che vale non solo per le ani- me consacrate ma per «ogni cristia- no attraverso il battesimo. L’a m o re appassionato di Dio vale per tutti noi». Prendendo spunto dalle letture bibliche della festa, il porporato ha affermato che «l’amore non guarda né al passato, né al presente ma al futuro perché Dio vuole comunicare sempre più se stesso, vuole dare sempre più senso alla vita della sua creatura. Ma come poter coltivare l’amore di Dio?», ha chiesto all’as- semblea. «Attraverso il silenzio. Ci vuol deserto per capire, per acco- gliere questa onda di amore che scende a tutti noi», ha indicato, enumerando poi alcuni mezzi: la messa domenicale, la preghiera per- sonale del mattino e della sera, la preghiera in famiglia. Secondo il porporato, «la messa domenicale è un deserto, un mo- mento di silenzio, in cui ascoltiamo la Parola di Dio, ci nutriamo del suo corpo e sangue per riprendere con più determinazione la strada della vita. Il dialogo che conta è quello con Dio. Bisogna creare spa- zi di silenzio per lasciare Dio parla- re al nostro cuore». Facendo poi riferimento all’ap o- stolo Paolo, Sardi ha spiegato all’as- semblea che, anche se l’amore di Dio è un tesoro che portiamo in va- si di creta, non dobbiamo avere paura. Ci sono e ci saranno man- canze, fallimenti e cadute. «Ma sap- piate che Dio ci perdona sempre. Il problema è che noi ci stanchiamo di chiedere perdono», ha aggiunto ci- tando Papa Francesco. Il patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta ha quindi incorag- giato i fedeli a non perdersi d’ani- mo: «Questo è il tesoro che ci han- no lasciato san Paolo e santa Chia- ra. Quest’ultima, nonostante la ma- lattia e le tribolazione, ha persevera- to e ciò le procurava una gioia smi- surata. Ci vuole perseveranza», ha insistito aggiungendo che «rimanere in Cristo e perseverare è la stessa cosa. Se rimaniamo concretamente in lui con l’aiuto dei sacramenti possiamo portare frutto, perché sen- za di Lui non possiamo fare nulla». Durante la processione offertoria- le, oltre ai ceri offerti dalla città di Assisi, è stato presentato un antico coprimessale in argento appena re- staurato che raffigura san Francesco e santa Chiara. Il restauro ha permesso di risalire all’autore, il maestro argentiere ro- mano Simone Migliè, e al periodo dell’opera, tra il 1720 e il 1752. ( Jean- Baptiste Sourou)
© www.osservatoreromano.va - 12-13 agosto 2013