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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
francesco I 1Parigi, 11. "Spero che l'azione del nuovo Papa ci faccia uscire dalla divisione caricaturale tra coloro che dicono "fuori dalla Chiesa quelli che non sono in regola" e coloro che affermano "fuori le regole dalla Chiesa". Bisogna mostrare una terza via. L'insegnamento delle Scritture e di tutta la Chiesa non è una "legge" o un insieme di regole, ma l'indicazione di un cammino di felicità per l'uomo. Ecco la nostra fede.
È questo tono nuovo che dobbiamo trovare insieme". Papa Francesco, il suo impatto mediatico e popolare, l'entusiasmo da lui suscitato dentro e fuori la Chiesa, ma anche il futuro del movimento di protesta (trasversale, non solo cattolico) sorto in Francia dopo l'approvazione della legge sul matrimonio fra persone dello stesso sesso: in un'intervista a "Le Figaro" uscita nel numero datato 9-10 novembre, il cardinale arcivescovo di Lione, Philippe Barbarin, pone in collegamento una nuova corrente di pensiero che sta prendendo piede nella società francese - "è un altro modo di guardare la vita sociale e familiare e di considerare il rapporto con il lavoro e il potere" con l'auspicio di "voltare pagina, di andare verso un cambiamento in profondità" - e quanto si avverte nella Chiesa dopo l'avvento di Francesco.
Porre i poveri e gli emarginati di nuovo al centro: è questo il messaggio del Pontefice, da cogliere assumendosi ognuno le proprie responsabilità. Nessun rischio, afferma il porporato, di "trasmettere trascuratezza dottrinale o di svalutare la Parola di Dio. Essa attraverserà i secoli e le culture. So bene che ci saranno sempre degli scontenti di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI o Francesco. Ciò non deve impressionarci troppo". Papa Francesco - chiarisce Barbarin - non è Benedetto XVI, più immediatamente teologo: "Agisce su un altro terreno, poichè nessuno può essere dappertutto allo stesso tempo", "e cambiano gli accenti" contrassegnati da "grande semplicità e vera interiorità". Francesco richiama le nazioni alla generosità, con i migranti, i profughi, ma "è realista e sa bene che gli Stati devono garantire la pace sul loro territorio", per evitare che le violenze si estendano ovunque. Nessun rischio, poi, che l'interpretazione di alcuni discorsi del Papa possano risvegliare, nella Chiesa di Francia, il progressismo di sinistra degli anni Settanta del secolo scorso: è "arabo per i giovani delle nostre comunità", roba del passato che forse andrebbe "buttata nel cestino" con i risentimenti che ancora porta con sé. Il Pontefice "dice cose vere e utili, scuote e muove tutti", e se provoca malessere, disagio, inquietudine nella Chiesa, ben venga ciò, "fa bene", osserva l'arcivescovo di Lione, il quale, parlando in particolare della Francia, sottolinea di vedere "molti sacerdoti e fedeli segnati dal suo atteggiamento e dal suo messaggio di povertà e di fraternità".



(©L'Osservatore Romano 11-12 novembre 2013)