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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
“La ricerca spirituale deve essere collocata nella comunione ecclesiale affinché non diventi una pretesa di autosufficienza”. È quanto affermato dal vescovo Irinej di Bačka del Patriarcato di Serbia, membro della commissione teologica mista tra chiesa ortodossa e cattolica, nel suo intervento su “Chiesa ed esperienza monastica” al convegno ecumenico di spiritualità ortodossa in corso a Bose (fino all’11 settembre). In occidente come in oriente, l’evoluzione storica delle comunità monastiche ha significato un’autonomia che può portare alla separazione dalla chiesa locale, ad “una tensione tra monachesimo e gerarchia che rappresenta la tensione tra istituzione e carisma”. “L’ascesi - ha sottolineato il vescovo serbo - se isola e fossilizza porta a pericoli per la comunità monastica, ma anche al rapporto tra monachesimo e chiesa nel suo complesso, senza la quale il monachesimo non esiste”. Infatti “l’ascesi è priva di senso se non è introduzione alla vita eucaristica che è la vita di tutta la Chiesa” e “anche molta preghiera, se non ci sente di appartenere all’unica chiesa, diventa pericolosa”. “Chi crede unicamente nella propria virtù – ha concluso Irinej di Bačka – si stacca dalla comunione e scade nella setta, in un’esperienza malata di para-chiesa”.

© SIR - 8 settembre 2010