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arte decapitazione di San Giovanni Battista


Antifona d'Ingresso 
Sal 118,46-47
Loquébar, Dómine, de testimóniis tuis in conspéctu regum, et non confundébar, et meditábar in mandátis tuis, quæ diléxi nimis.


L'asciuttezza del Vangelo di Marco dipinge il dramma ma svela anche la struttura della vita e del suo esserci del Battista. Una vita vissuta per preparare i sentieri e consegnare sé stesso per diventare strda della Via, sangue nel Sangue, fuoco nel Fuoco, dono nel Dono.
  
Vangelo  Mc 6, 17-29 : "In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro." 

Accogli, dunque, o Padre, le nostre offerte, e fa' che camminiamo sempre nella via di santità, che san Giovanni Battista proclamò con voce profetica nel deserto, e confermò con il sangue. 
Da nobis, Dómine, per hæc múnera quæ tibi offérimus, illam tuárum rectitúdinem semitárum, quam beátus Ioánnes, vox in desérto clamántis, edócuit, et, fuso sánguine, magna virtúte signávit. Per Christum.


«Lui deve crescere, io invece diminuire».
( Gv 3,27.30)

Il più grande tra i nati di donna ci indica la via: diminuire perché Cristo regni. Dentro di noi anzitutto ed anche fuori di noi, tra i fratelli e le sorelle.
E questo comincia con la scelta dell'ora, adesso.

La mentalità di questo mondo alimenta il narcisismo ego centrato che pone il soggetto al centro. Parole chiave sono il grande inganno: "autodeterminazione", "secondo coscienza", "l'esistenza precede l'essere", "nuovo paradigma"; solo per fare qualche esempio. D'altronde la morte di ogni relazione  la solitarietà che talvolta si patina e si riveste di solidarietà ma piuttosto si sta avvitando sul proprio ombelico. Chi si innamora troppo di sé stesso, non avrà contendenti ma solo miti, poster, proiezioni ipertrofiche.

Ma la realtà, quella autentica e rispettosa dell'Incarnazione è altra, tutti questi termini comportano un cammino di trascendenza e di cristificazione, altrimenti sono degli avvitamenti che non liberano la Persona ma la ingolfano; la ingolfano in sé stessa e nei suoi delirî.
L'incarnazione e la Redenzione, il Vangelo che abbiamo ricevuto ci mostrano piuttosto che la Persona si fonda e si ritrova tanto quanto appartiene a Cristo.

Paradossalmente, se vogliamo alimentare la "soggettività" altrui, la sua unicità e la sua bellezza, non ci resta altra via che lo scomaparire affinché Cristo Regni.
Con il Suo carico dolce e leggero. Con il Suo spezzare ogni catena, antica e nuova. Con il Suo rifondare l'essere nell'umiltà e nella donazione, donandogli di vivere nella Sapienza. Con il Suo irrorare di vita dove c'è palude.

Pertanto questa solenne affermazione di Giovanni il Battista è una forma vitæ pastorale, il sottotitolo costante da mantenere ad ogni titolazione, ad ogni orientamento e vissuto pastorale; ed è l'unico modo sano di servire la Signoria di Cristo, fara la volontà del Padre, vivere nello Spirito, ascoltare i Segni dei Tempi e rispettare la Persona.

Paul Freeman