L’omelia del cardinale Müller alla conclusione della Plenaria Commissione teologica internazionale
«Divenire testimoni di misericordia e di verità, a vantaggio di tutti i nostri fratelli e sorelle che ne hanno una così grande sete»: ecco il compito di quanti fanno parte della Commissione teologica internazionale. A rilanciarlo, al termine della sessione plenaria, è stato il cardinale presidente Gerhard Ludwig Müller, nella messa celebrata venerdì 4 dicembre, presso la tomba di San Pietro nella basilica vaticana.
«Il vostro compito — ha ricordato — è infatti quello di studiare i problemi dottrinali di grande importanza, specialmente quelli che presentano aspetti nuovi». Proprio «alla vigilia dell’apertura del giubileo della misericordia», riferendosi al passo evangelico della guarigione di due ciechi proposto dal brano liturgico di Matteo (27-31), il cardinale ha invitato a una meditazione «sulla “circumincessione” che esiste tra misericordia e verità», rimarcando che «non vi è autentica misericordia senza verità, così come non c’è verità senza misericordia: entrambe hanno bisogno l’una dell’altra». «L’unità di misericordia e della verità — ha affermato il porporato — illumina i diversi temi sui cui avete riflettuto in questi giorni». Anzitutto quello della sinodalità, che nella sua radice, ha spiegato, è «collaborazione organica, nella carità, di tutti i membri della Chiesa, ciascuno secondo il proprio carisma, in vista di un cammino comune, sotto la guida dello Spirito Santo verso tutta la verità». Il cardinale ha poi messo «in rilievo la necessaria sinergia tra fede e sacramenti». E ha ricordato che «il passo che gli uomini fanno verso Gesù incontra, a sua volta, il passo di Gesù verso loro». Così «Gesù, mosso dalla compassione, non li guarisce a distanza, ma si avvicina e li tocca, entra in un contatto carnale con loro. Nella logica dell’incarnazione, ogni incontro con Gesù si compie mediante la carne e la concretezza dell’azione sacramentale». Gesù, ha concluso, «non impone la salvezza ma la propone, perché l’atto di fede è per sua propria natura una libera adesione alla verità».
© Osservatore Romano - 6 dicembre 2015
Misericordia e verità
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