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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Intervista a Vincenzo Paglia a cura di Giacomo Galeazzi

CITTA' DEL VATICANO

Vescovo Vincenzo Paglia (presidente della commissione Cei per l'Ecumenismo e il dialogo, e assistente ecclesiastico di Sant'Egidio), non si potrà più dire che Benedetto XVI non storicizzi la Shoah?

«Il suo è un rigoroso approccio storico e teologico. Il Papa sintetizza le vicende tragiche del XX secolo, portando al suo culmine quella grande sfida tra il bene e il male che risale alla questione del paradiso terrestre perché la grande tentazione dell'uomo è quella di sostituirsi a Dio. L'accostamento tra i lager e nichilismo attuale si ricollega alla dittatura del relativismo che trasforma la libertà individuale in arbitrio contro la sacralità della vita». Il Papa definisce i lager la punta culminante dell'ateismo contemporaneo, però sugli stemmi nazisti c'era scritto "Dio è con noi". Cosa replica a questa obiezione?

«Il problema va letto oltre gli stemmi, non è una questione nominale. Benedetto XVI individua nel nazismo (come nel comunismo) l'assenza di Dio e l'uomo che vuole decidere autonomamente della storia. Nei lager c'è il peccato originale dell'uomo che vuol mettersi al posto di Dio. Oggi il risvolto esistenziale del relativismo è l'individualismo, cioè il prevaricare su tutto in nome della libertà individuale. La lotta del Papa al relativismo non è teorica, ma si fonda proprio sugli esiti drammatici del nazismo e del marxismo atei».

Nel mondo ebraico imputano a Benedetto XVI di non fare un "mea culpa" da tedesco e di distinguere le responsabilità dei nazisti da quelle del popolo tedesco. E' una critica fondata?

«No, perché Benedetto XVI lo ha ripetuto più volte. Queste accuse sono state totalmente smentite dalla visita papale in Israele. Il suo giudizio è molto chiaro: il nazismo rinnega Dio e innalza l'uomo. Nessuno storico dice che l'intero popolo tedesco si sia identificato col nazismo».

L'ebrea convertita Edith Stein fu deportata perché la Chiesa in Olanda condannò le persecuzioni. Quindi fece bene Pio XII a tacere?

«Non c'è dubbio che la bestia nazista aumentò la sua rabbia contro chiunque volesse ostacolarla, quindi la denuncia delle persecuzioni anti-ebraiche ebbe un effetto contrario. I lager nazisti e i gulag sovietici avevano sete di sangue. Milioni di martiri non si piegano e mentre gli Stati fanno compromessi la Chiesa trova l'unità nella resistenza ai totalitarismi e ai fondamentalismi».

© La Stampa, 10 agosto 2009