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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

lastsupper"Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò"

(Gv. 20,5)

La grandezza di San Giovanni apostolo è tutta racchiusa in questo gesto di onore e di rispetto verso i misteri Redentivi e verso Pietro, scelto da Cristo.

Grazie a questo gesto l'apostolo manifesta la sua retta coscienza che lo portò, dopo la Pentecoste, ad immergersi nei misteri cristologici che aveva esperienzialmente vissuto e a trarne sistematizzazione teologica nella catechesi del suo Vangelo, con il glorioso e contemplativo Prologo e nel corpus catechetico, nelle lettere e nel testo della Rivelazione.

In questo fu aiutato da un rapporto unico con la Madre di Dio che, indubbiamente, trasmetteva all'apostolo, per comunione, gli altissimi misteri e lo slancio contemplativo.

Maria compie la contemplazione, la sempre Ancella Scientifica.

Maria è, infatti, il facilitatore dello sguardo scientifico. Un facilitatore ineludibile che esplica la sua particolarissima forma di Corredenzione nell’Unico Redentore.

E Giovanni, qui, nel suo “vedere”, nel suo “non entrare”, svela quanto sia puro ed abbia realmente “visto” e “toccato” realmente la vita, il Verbo.

La mistica, intuizione "scientifica" nell'amore, serve la Chiesa se è umile; se crede che la propria coscienza può anche ingannarsi e crede più in Pietro che in sé stessa.

Questa è l'intuizione dei santi che amano Cristo e dunque la sua Chiesa.

Essere cattolici vuol dire essere umili.

Con la scusa modaiola di fuggire ogni omologazione l'uomo cammina alla deriva pilotato dalla sua coscienza ferita.

E il vero "grande fratello" è la propria coscienza ferita.

Fuggendo da una vita.

Ferito porta solo ferita.

Diviso porta solo divisione.

Frammentato porta solo frammentazione.

Ciascuno di noi potrebbe dire come quel posseduto «Mi chiamo Legione, perché siamo in molti» (Mc. 5,9).

Illuso di essere Dio, nel politicamente corretto o nel miasmo del sé ferito che detta legge (e tirannia), non lo dice né agli altri né a sé stesso.

Ma il discepolo non è mai omologato. Anzi.

Pensa benissimo con la propria testa e, proprio per questo, sa che lo Spirito Santo guida la Chiesa anche e nonostante ogni contraddizione e miseria umana. Spes contra spem.

Di questa azione dello Spirito egli ha bisogno più della pacificazione e del narcisistico arrotolarsi della sua coscienza.

Più di ogni intuizione. Più di ogni carisma. Più della logica e della ragione, perché logica e ragione trovano compimento e senso se “vedono”, prima di “intelligere”.

La coscienza è il sacrario ultimo dal punto di vista operativo ma non lo è dal punto di vista valoriale. Perché la coscienza è stata fatta per conoscere le ragioni della Scienza e amare in essa.

“Ti amo, o Dio infinitamente amabile,

e preferisco morire amandoti,

piuttosto che vivere un solo istante senza amarti”.

(San Giovanni Maria Vianney - Curato d'Ars)

Un solo istante di logica e ragione senza Scienza, non è né logico né ragionevole ma cieco e soprattutto esercizio intossicante di tempo perso.

Perché sommo carisma è rinuncia lucida ad ogni carisma e somma coscienza è digiuno lucido del proprio “sentire”.

E la Scienza, anche preternaturale, quella che abbiamo perso con il peccato, si affaccia contenta nel cuore reso “ancella” nell’Ancella.

Però ci si prepari al martirio bianco, quello che è stato di Giovanni e di Maria.

PiEffe