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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Agnello Pasquale medio
“Καὶ εἶδον ἄλλο θηρίον ἀναβαῖνον ἐκ τῆς γῆς, καὶ εἶχεν κέρατα δύο ὅμοια ἀρνίῳ, καὶ ἐλάλει ὡς δράκων
Et vidi aliam bestiam ascendentem de terra, et habebat cornua duo similia agni, et loquebatur sicut draco.” (Ap. 13,11)
Ecco su cosa si fonda l’essenza dell’Anticristo, sulla deformazione del bene dell’immagine con la mondanità che viene dalla terra ma non può parlare con la voce di Cristo.
Questo è il motivo per cui la “persona alla maniera della non-persona” distrae dall’ascolto e punta tutto sull’apparenza, sulla mondanità, sulla piacioneria, sul consenso, sulla fama, sulla deformazione, sul rumore.
Ma la sua voce lo tradisce perché svuota e porta alla disperazione.
È il rumore della dissipazione che porta a cadere nell’orlo dell’abisso con l'apparenza del posseder-si quando ci si sta perdendo. Una vita in fuga.
È il silenzio che ti pone nella condizione di smettere di fuggire e di essere ripiegato sui surrogati.
Il nemico, infatti, ruba il bene dell’immagine, nel suo essere ladro ed omicida sin dal principio, con la vanità, per disancorarlo dalla Voce, dalla Voce il cui suono crea continuamente nel Bene.
Ed è questa Voce, la Voce dell’Agnello immacolato ed immolato, che ti ri-conosce.
Questo chiamare per nome che l’Agnello fa al tuo cuore è il fondamento dell’essere e della crescita nell’essere.
E tutta la vita pesa, ha senso, gusto, pienezza in questo voce dell’Agnello-Pastore che Egli solo proferisce e dona al tuo cuore.
Ora, dunque, taci, calmati, smetti di ascoltare il mondo, la carne, i surrogati e smetti di bere alle cisterne screpolate del mal-essere e concentrati sulla Voce.
Non farti nemmeno distrarre dal dolore ma fissa l'orecchio del cuore alla Voce per cui tutto è sostenuto nell'armonia del Buono, del Bello e del Vero.
La Voce che ti chiama lì, dove ora sei, e non altrove.
Lì, quello è il luogo della chiamata.
La Voce che ti chiama per nome con affetto indicibile, inenarrabile, indistruttibile, immarcescibile, perché tu possa dire con la Maddalena:
“Maestro mio intimo, che mi ami davvero!”.

PiEffe