L’incontro si è svolto nei giorni scorsi a Castel Gandolfo sul tema «Come parlare oggi di Dio». Per l’omelia, pronunciata in tedesco, il Papa emerito ha presto spunto dal passo del Vangelo di Marco (7,1-8.14-15.21-23), ricordando che esattamente tre anni fa, nella stessa occasione, il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, aveva posto la domanda: «Ma non si deve forse essere purificati anche dall’esterno e non solo dall’interno? Il male viene solo dall’interno o anche dall’esterno?». Una questione interessante, ha rilanciato Benedetto XVI proponendo la sua meditazione. «Per una risposta adeguata — ha osservato — bisogna ampliare la domanda e tenere in considerazione non solo questo passo del Vangelo, ma il Vangelo nella sua interezza». Non viene forse a noi anche dall’esterno il male che ci aggredisce? È il senso dell’i n t e r ro g a t i v o posto dal Papa emerito. Certo, è necessario essere purificati da tutta l’impurità che sta fuori, «potremmo dire — ha affermato ancora Benedetto XVI — risp ondere con un’igiene esteriore alle tante malattie e a volte epidemie che ci minacciano». Ed è bene avere questo tipo di responsabilità per l’esteriore affinché la morte non prevalga, ha notato il Papa emerito. E tuttavia, ha proseguito, questo non basta perché c’è anche «l’epidemia del cuore», quella interiore, che «porta alla corruzione e ad altre sporcizie ancora, quelle che conducono l’uomo a pensare solo a sé e non al bene». Così assume importanza decisiva, accanto al culto, l’ethos, ovvero «l’igiene interiore». Dunque, «cosa fa l’uomo puro? Qual è l’autentica forza di purificazione? Come si giunge all’igiene del cuore?» sono state le questioni poste da Benedetto XVI. In un altro passo del Vangelo, ha fatto notare, il Signore dice ai suoi: «Voi siete puri, a causa della parola che vi ho annunciato». Dunque «si diventa puri per mezzo della Parola ». E «la Parola è molto più delle parole, perché è attraverso le parole che incontriamo la Parola, lui stesso. La Parola è Gesù Cristo stesso e noi incontriamo la Parola anche in coloro che lo riflettono, che ci mostrano il volto di Dio e che riflettono la sua mitezza, la sua umiltà di cuore, la sua semplicità, la sua amorevolezza, la sua sincerità». Concludendo il Papa emerito ha auspicato «che il Signore ci conceda questa “igiene del cuore”, per mezzo della verità che viene da Dio: è questa la forza di purificazione ». Durante la celebrazione, nelle intenzioni universali dei fedeli, si è pregato anche per Papa Francesco, perché il Signore lo assista nella sua opera, specialmente per l’Anno santo della misericordia. Al termine, si è svolta nei locali attigui del Campo Santo Teutonico una cerimonia per l’inaugurazione e la benedizione dell’Aula Papa Benedetto - Joseph Ratzinger. Monsignor Hans Peter Fischer, rettore del Collegio Teutonico, ha inoltre annunciato che il 18 novembre si terrà la cerimonia di apertura della Biblioteca romana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI, interamente dedicata alla sua vita e al suo pensiero come studioso e come Pontefice, all’interno della biblioteca del Collegio Teutonico e dell’Istituto romano della Società di Görres, in Vaticano. L’evento prevede una prolusione del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, sul tema: «Dalla Bibbia alla biblioteca. Benedetto XVI e la cultura della parola». La biblioteca intitolata al Papa emerito — iniziativa sostenuta dalla Fondazione vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI — dispone di circa mille volumi in diverse lingue «e si caratterizza come un luogo aperto a quanti sono interessati alle pubblicazioni di e su Joseph Ratzinger, per conoscere la sua vita e approfondire la sua teologia». Molti volumi sono stati donati dallo stesso Benedetto XVI, altri invece dalla Fondazione vaticana. Erano presenti, tra gli altri, i cardinali Christoph Schönborn e Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, l’a rc i v e s c o v o Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia e segretario particolare di Benedetto XVI, il vescovo Barthélemy Adoukonou, segretario del Pontificio Consiglio della cultura, il vescovo ausiliare di Amburgo, monsignor Hans-Jochen Jaschke, monsignor Giuseppe Antonio Scotti, presidente della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI, e padre Stephan Otto Horn, presidente del Ratzinger Schülerk re i s .
© Osservatore Romano - 31agosto - 1settembre 2015