Riceviamo da Mons. Marchetto e rilanciamovd sul Corriere:
Paolo VI era il bersaglio indiretto della manovra contro Lercaro (Paolo Mieli - Corriere della Sera)
Il tema è delicato. Esso però dovrebbe essere affrontato con vari contributi e non come spesso accade, con voce quasi monopolistica.
Come mio apporto ricordo tre temi conciliari i quali fanno da sfondo alla questione, che presento nel mio "Il Concilio Ecumenico Vaticano II. Contrappunto per la sua storia", L.E.V., Città del Vaticano 2005, e cioè il ruolo di Dossetti (p. 87, 115, 122, 124, 125, 258, 296 e 300), La Chiesa dei Poveri (p. 111, 127, 287, 301, 330) e "guerra e pace", diciamo così (p. 151). Ci sarebbe anche da considerare il "Diario" Felici, da me edito, atto ad illustrare meglio le relazioni di Papa Paolo VI con Dossetti.
Per venire al "quid" dell'articolo, premetto che l'ipotesi di un tranello in cui sia caduto Paolo VI non è all'altezza dell'uomo Montini né del suo Papato.
Per quanto riguarda la storia ritengo che "la collaborazione di don Dossetti è la decisione-chiave lercariana", la quale "ha caratterizzato l'aprirsi del postconcilio a Bologna", o anche il "secondo inizio dell'episcopato di Lercaro".
G Battelli scrisse, a questo riguardo, testualmente: "non mancano elementi che permettono di asserire come in fondo la reazione esterna (alla diocesi, sfavorevole al cardinale) maturò quando dall'interno della diocesi già erano emersi sintomi palesi di una risposta negativa, o più precisamente di una 'non risposta', alle sollecitazioni che il Concilio per tramite di Lercaro stava introducendo nella vita ordinaria bolognese".
Mi permetto di concludere che questa dev'essere la chiave della ricerca sulla questione in parola, che richiede di porsi altresì quella non solo storica, ma anche teologica dell' ermeneutica corretta del Concilio, per una giusta sua ricezione. Di quale Concilio dunque si tratta?
+ Agostino Marchetto
Per venire al "quid" dell'articolo, premetto che l'ipotesi di un tranello in cui sia caduto Paolo VI non è all'altezza dell'uomo Montini né del suo Papato.
Per quanto riguarda la storia ritengo che "la collaborazione di don Dossetti è la decisione-chiave lercariana", la quale "ha caratterizzato l'aprirsi del postconcilio a Bologna", o anche il "secondo inizio dell'episcopato di Lercaro".
G Battelli scrisse, a questo riguardo, testualmente: "non mancano elementi che permettono di asserire come in fondo la reazione esterna (alla diocesi, sfavorevole al cardinale) maturò quando dall'interno della diocesi già erano emersi sintomi palesi di una risposta negativa, o più precisamente di una 'non risposta', alle sollecitazioni che il Concilio per tramite di Lercaro stava introducendo nella vita ordinaria bolognese".
Mi permetto di concludere che questa dev'essere la chiave della ricerca sulla questione in parola, che richiede di porsi altresì quella non solo storica, ma anche teologica dell' ermeneutica corretta del Concilio, per una giusta sua ricezione. Di quale Concilio dunque si tratta?
+ Agostino Marchetto