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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
papa-francesco-santa-marta-16È bello pregare l'uno per l'altro. Durante la messa celebrata nella cappella di Santa Marta questa mattina, lunedì 28 ottobre, Papa Francesco si è soffermato sul valore della preghiera fatta per il prossimo che sta attraversando un momento di difficoltà.
La riflessione del Pontefice è iniziata con un commento del passo evangelico di Luca (6, 12-19) dove si racconta la scelta dei dodici apostoli compiuta da Gesù. È una giornata "un po' speciale - ha detto - per la scelta degli apostoli". Una scelta, ha aggiunto, che avviene solo dopo che Gesù ha pregato il Padre "da solo".
Quando Gesù, infatti, prega il Padre è solo con lui. Poi si ritrova insieme ai suoi discepoli e ne sceglie dodici che chiama apostoli. Quindi con loro va tra la gente che lo aspettava per essere guarita. Questi sono tre i momenti che caratterizzano la giornata: Gesù che trascorre "una notte intera a pregare il Padre" sul monte; Gesù tra i suoi apostoli; Gesù tra la gente. E in tutti e tre questi momenti, ha spiegato il Papa, la preghiera è il punto centrale: Gesù prega il Padre perché con Lui "aveva intimità"; lo prega "per la gente che andava a trovarlo"; e lo prega anche "per gli apostoli".
Per aiutare a comprendere meglio il senso della preghiera di Gesù, il vescovo di Roma ha ricordato anche "quel bel discorso dopo la cena del giovedì santo, quando prega il Padre dicendo: Io prego per questi, i miei; ma poi prego per tutti, anche per quelli che verranno e che crederanno".
Quella di Gesù "è una preghiera universale" ma è anche "una preghiera personale". Non a caso, ha ricordato il Pontefice, "la notte di quello stesso giorno guarda Pietro che faceva il coraggioso e dice: Pietro, Satana ha ottenuto il permesso di passarvi al vaglio come il grano; ma io ho pregato per te affinché non venga meno la tua fede". E poi lo esorta: "Prega per ognuno il Padre". E il vescovo di Roma ha subito aggiunto: "Io vorrei che oggi tutti noi guardassimo Gesù che prega".
Ma, si è domandato il Papa, se è vero che Gesù a quel tempo pregava, oggi prega ancora? "Eh sì, lo dice la Bibbia" ha risposto. E ha spiegato: "È l'intercessore, quello che prega", e prega il Padre "con noi e davanti noi. Gesù ci ha salvato. Ha fatto questa grande preghiera, il sacrificio della sua vita per salvarci. Siamo giustificati grazie a Lui. Adesso se n'è andato. E prega".
Dunque "Gesù è una persona, è un uomo con carne come la nostra, ma in gloria. Gesù ha le piaghe sulle mani, sui piedi, sul fianco. E quando prega fa vedere al Padre il prezzo della giustificazione e prega per noi. È come se dicesse: Padre, che non si perda questo". Gesù, ha proseguito Papa Francesco, ha sempre in mente la nostra salvezza. E "per questo, quando preghiamo diciamo: Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio. Perché lui è il primo a pregare, è il nostro fratello. È uomo come noi. Gesù è l'intercessore". Dopo aver guadagnato per noi la redenzione e dopo averci giustificati, si è chiesto ancora il Santo Padre, "adesso cosa fa? Intercede, prega per noi" ha risposto. "Penso - ha proseguito - cosa avrà sentito Pietro quando, dopo averlo rinnegato, Gesù l'ha guardato e lui ha pianto. Ha sentito che quello che Gesù aveva detto era vero. Aveva pregato per lui e per questo poteva piangere, poteva pentirsi".
"Tante volte - ha aggiunto il Pontefice - fra noi ci diciamo: Prega per me, eh? Ne ho bisogno, ho tanti problemi, tante cose, prega per me". E questa, ha affermato, "è una cosa buona" perché "dobbiamo pregare uno per l'altro". E ha chiesto "Diciamo a Gesù "Prega per me, tu che sei il primo di noi, tu prega per me"? Sicuro che prega; ma dirgli: "Prega per me Signore, tu sei l'intercessore" è mostrare una grande fiducia. Lui prega per me, lui prega per tutti noi. E prega coraggiosamente, perché fa vedere al Padre il prezzo della nostra giustizia, le sue piaghe".
"Pensiamo tanto a questo - ha detto in conclusione - e ringraziamo il Signore; ringraziamo un fratello che prega con noi e prega per noi, intercede per noi. E parliamo con Gesù. Diciamogli: "Signore, tu sei l'intercessore, tu mi hai salvato, mi hai giustificato, ma adesso prega per me". Affidiamogli i nostri problemi, la nostra vita, perché lui le porti al Padre".



(©L'Osservatore Romano 28-29 ottobre 2013)