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P Ludovico da Casoria a Palazzo reale di NapoliIl testamento del p. Ludovico da Casoria di cui nel concistoro pubblico di giovedì 12 giugno 2014 è stata annunciata la canonizzazione la domenica 23 novembre 2014.

A cura di p. Pietro Messa, ofm

Il Signore mi chiamò a sé con un amore dolcissimo, e con una carità infinita mi guidò e mi diresse nel cammino della mia vita, e dette a me peccatore tanta fede che di giorno in giorno addivenni sempre ricco nell’anima e nel corpo mio. Oh quanti miracoli operò in me questa fede! Perocché sentivo assai di amare Dio; e quando l’amavo poco, non potevo di non amarlo grandemente; e quando l’amavo più, più a Lui mi rialzavo, e sentivo dentro di me tanto e tanto abbassamento, che non sapevo ove fuggire e nascondermi, per non vedere più me peccatore.

La fede è la visione di Dio, accende l’anima, illumina la mente, e mette in opera tutto l’uomo.

La fede è la conoscenza di Gesù Cristo, è l’amore verso l’amore di Cristo, è l’amore della povertà di Cristo, dell’obbedienza di Cristo, dell’umiltà di Cristo, la fede è luce nelle tenebre, la grazia nelle infermità, la beatitudine nelle tribolazioni, il Paradiso nella Crocifissione, è la vita nella morte.

La mia ragione illuminata dalla fede fu indotta ad amare Cristo ed i poverelli di Cristo, e determinò la mia volontà ad operare verso Dio e verso il prossimo. L’animo mio trovava la ragione nell’operare e nel credere; né mi faceva bisogno di ricorrere al soprannaturale, e ai miracoli e alle visioni celesti onde poter fare il bene per amor di Dio. La ragione illuminata dalla fede mi determinava ad essere focoso, caritatevole, umile, e zelante. Gli uccelli e le creature e tutti gli esseri m’invitavano a cantare, a- mare e godere Dio. Ero io così convinto nelle verità di fede, che parevami di vedere cogli occhi, e toccare con le mani tutti gli articoli di fede che la Chiesa cattolica propone di credere. Era tanto chiara la mia ragione nella fede, e i misteri della fede di Cristo erano così chiari e ragionevoli, che io senza dubbi e senza riflessioni li adoravo profondamente, e l’anima mia si liquefaceva di amore per Gesù Cristo, ed avevo dentro di me un grandissimo foco di amore per i poverelli di Cristo. I malati Sacerdoti furono i primi miei amori; poi i poveri Africani pei quali avrei voluto esporre la mia vita, per la loro salvezza; i muti, i ciechi, i vecchi, e gli orfanelli, sono stati gli amori del mio cuore, della mia fantasia, della mia natura.

L’amore di Dio era la mia Povertà, la mia Obbedienza e la mia Castità. Non sono stati i voti solenni i motivi che mi hanno indotto e hanno ferito il cuore mio ad amare Dio; ma l’amore di Gesù Cristo aveva ferito il mio cuore, il mio costato, e le mie mani, i miei piedi, il mio corpo; e non domandavo a Dio, per sfogare il mio amore, l’estasi, la fede, la salvezza delle anime. Chiedevo nella preghiera ardore nell’operare, amore di Dio nei combattimenti, nei travagli, nelle angosce, nelle contraddizioni, ed esclamavo sempre: o amore, o morire di amore.

Fratelli miei carissimi, vi raccomando l’amore di Dio nell’interno e nell’esterno della vostra vita, la povertà dentro e fuori di voi, la pace tra voi e con voi, la preghiera ed il lavoro, salvare gl’infelici, aiutarli nel corpo per la salvezza dell’anima. Vi raccomando la fede in Dio, la fede nella Provvidenza, la fede nelle opere buone. Vi raccomando la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana; sostenetela colla parola, cogli scritti, colle opere e col martirio ancora. Essa deve essere luce per voi, guida e maestra nell’insegnamento, nelle azioni e nelle opere. State fermi, umili e piccoli ai piedi della Santa Sede; ascoltatela, come se vi parlasse Dio. Obbedite ai suoi comandi, ai suoi ordini, alle sue idee ed anche ai suoi pensieri. La Chiesa di Gesù Cristo è suprema Autorità su tutte le autorità umane: essa solo è pace e prosperità universale: tutte le Autorità se non si uniformano e dipendono da essa suprema Autorità, non sono che autorità morte, perché non cooperano al fine ultimo della nostra creazione, che è la salvezza delle anime redente da Cristo Gesù Salvatore. Vivete in pace, e pregate per me.


1877

Piccolo frate vostro
Ludovico da Casoria


Da: La Vita del p. Ludovico da Casoria. Ristampa anastatica della biografia scritta dal cardinale Alfonso Capecelatro, Velar, Gorle 2013.