Bhubaneshwar (AsiaNews) - I cristiani indiani accolgono le scuse offerte dal governo centrale e la promessa di punire i colpevoli, ma chiedono anche "misure concrete" per fermare le violenze dei fondamentalisti indù e la garanzia di "professare in maniera libera la fede religiosa". Essi denunciano nuovi casi di minacce e sottolineano che, ancora oggi, gli autori dei massacri "circolano impuniti in molti villaggi". Nei due giorni di visita in Orissa, P Chidambaram, ministro degli interni di New Delhi, si è recato anche nei campi profughi del Kandhamal, dove sono ancora raccolte alcune migliaia di cristiani. Rivolgendosi a loro il ministro ha affermato: "Sono addolorato per quanto è successo. I responsabili [delle violenze] saranno puniti. Vi chiedo di tornare nei vostri villaggi e ricominciare di nuovo la vostra vita. Sono venuto qui per verificare le vostre condizioni. Il governo centrale e quello dell'Orissa faranno ogni cosa per eliminare gli ostacoli al vostro rientro".
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Cristiani dell’Orissa: dal governo non solo scuse, ma “misure concrete”
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