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disabili.chiesaROMA, 20. Teologi ed ecumenisti si sono riuniti nei giorni scorsi per riflettere sulla dichiarazione «Una Chiesa di tutti e per tutti», elaborata dieci anni fa dall’Ecumenical Disability Advocates Network (Edan), e promossa dal Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc) e dalla Commissione fede e costituzione del Wcc.
Questa dichiarazione esorta tutte le Chiese ad individuare le esigenze delle persone con disabilità e di garantire la loro piena partecipazione alla vita e alla testimonianza delle comunità ecclesiali. All’i n c o n t ro , svoltosi presso il Conferentiecentrum Mennorode di Elspeet (Paesi Bassi), hanno preso parte diversi rappresentanti internazionali con disabilità. La dichiarazione dell’Ecumenical Disability Advocates Network incoraggia le leadership delle comunità religiose in tutto il mondo a creare un ambiente favorevole in cui il clero e i laici disabili possano offrire il loro contributo. Essa, inoltre, incoraggia le comunità ecclesiali a riconoscere che una comunità religiosa che esclude le persone con disabilità finisce per impoverire se stessa, non svolgendo il ruolo che le è richiesto. «È gratificante vedere come la dichiarazione del 2003 abbia influito positivamente nella formazione teologica in diversi istituti di tutto il mondo. Nei nostri atteggiamenti e nelle nostre azioni verso gli altri, in qualsiasi momento — ha spiegato Samuel Kabue, coordinatore dell’Ecumenical Disability Advocates Network — il principio guida deve essere la convinzione che noi siamo incompleti senza i doni e i talenti di tutte le persone. Non possiamo essere una comunità completa gli uni senza gli altri». I partecipanti hanno definito la dichiarazione del 2003 soltanto «l’inizio di un importante cammino» per diventare comunità religiose veramente inclusive. Inoltre, si sono trovati d’accordo nell’intraprendere nuove misure per proseguire questo percorso e affrontare nuovamente i problemi già evidenziati nella dichiarazione. Durante i lavori, i partecipanti invece di aggiornare la dichiarazione hanno deciso di mantenere il documento come un riferimento imprescindibile. Attraverso una nuova dichiarazione sperano poi di rafforzare il processo delle Chiese di «diventare testimoni autentici dell’amore di Dio» includendo le persone con disabilità. Un accordo sullo sviluppo di una nuova dichiarazione è stato apprezzato dal reverendo Arne Fritzson, teologo svedese ed egli stesso disabile. «Nel decidere di lavorare per una nuova dichiarazione — ha detto — evidenziamo l’imp ortanza della disabilità per il movimento ecumenico. Il nostro handicap è un vantaggio e può svolgere un ruolo prezioso per il progresso verso l’unità visibile» dei cristiani. Apprezzamento per l’esito dell’incontro è stato espresso da William McAllister, direttore delle relazioni del Blindenmission Christoffel. «Così come ogni comunità ha bisogno di persone con disabilità per essere completa — ha spiegato — anche la Chiesa ha bisogno di persone con disabilità per esserla». Per il reverendo Alan Falconer, ex direttore della Commissione fede e costituzione del Wcc e principale autore della dichiarazione del 2003, «le nostre riflessioni teologiche rivelano una comprensione alla guarigione fuori dal comune. Le Chiese che escludono, così come le società che escludono, sono esse stesse malate. Dobbiamo sforzarci di guardare la guarigione in modo nuovo e cercare risposte che guariscono la Chiesa e le nostre comunità». Un gruppo di persone, guidato da Hans Reinders, docente di etica presso la Libera Università di Amsterdam, riceverà suggerimenti da uomini e donne, laici ed ecclesiastici, teologi e operatori ecumenici disabili. La struttura mira a produrre una prima bozza per una nuova dichiarazione entro l’inizio del 2014. «Quello che è stato fatto in questi due giorni di incontro in Olanda — ha concluso Carolyn Thompson, dirigente dell’Edan che ha partecipato alla redazione della dichiarazione del 2003 — e le prospettive emozionanti di una nuova e stimolante dichiarazione poggiano sulle solide e forti fondamenta costruite dodici anni fa».

© Osservatore Romano - 21 giugno 2013