(Port-au-Prince) - Ad Haiti almeno 380.000 bambini sono "minori in abbandono", ossia orfani di un genitore (non solo a causa del sisma), 50.000 orfani di padre e madre. Sono i più a rischio di essere sfruttati o trafficati. Tipicamente haitiano è il fenomeno dei "reste-avec", vale a dire lo sfruttamento lavorativo o sessuale nelle famiglie. Sono 300.000 in tutta Haiti. "Molti vanno a finire in Francia e negli Usa con la scusa dell'adozione internazionale - dice Giovan Maria Ferrari, della ong Terre des hommes, che sta ricostruendo due scuole gestite da congregazioni religiose - . Le famiglie, che hanno in media cinque figli, li vendono per avere meno bocche da sfamare. Purtroppo da queste parti è un fenomeno accettato culturalmente e difficile da arginare, senza anagrafe e senza controlli". Nel campo Sainte Marie a Port-au-Prince, dove opera la Caritas distribuendo pasti caldi a 1900 bambini, c'è un piccolo orfanotrofio con un centinaio di "minori in abbandono", gestito da una filantropa dal nome simbolico, madame Bonheur, signora Felicità. E' uno dei tanti orfanotrofi informali che esistono da queste parti, oltre a quelli registrati presso il ministero. Dicono che i bambini sono destinati ad adozioni regolari in Francia e il sacerdote che si occupa del campo garantisce la serietà, ma in una realtà sociale così sconvolta i controlli sono difficilissimi. (Reportage on line: clicca qui).
© SIR - 29 marzo 2010
HAITI: IL FENOMENO DEI “RESTE-AVEC” 300.000 BAMBINI IN SCHIAVITÙ DOMESTICA
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