"Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41 Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, 42 ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta»"
(Lc. 10,40-42)
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È assai vero che fare classifiche non ha molto senso, visto che la Chiesa è corpo di Cristo e che ogni membro ha la sua dignità (affidata dal Capo) e la sua vocazione, sia essa anzitutto battesimale, poi binaria e successivamente transeunte.
Tuttavia proprio perché esiste un capo esiste una gerarchia perché non vi è azione “politica” (cioè riguardante il bene della Polis) senza Grazia.
E, in tal senso anche il monaco o la monaca che compie il suo specifico servizio orante continuo compie, in certo qual modo, un “atto politico”, di natura indiretta. Così come il cuore “serve” le membra che più direttamente e meno nascostamente sono coinvolte nelle attività quotidiane.
La Chiesa tuttavia ricorda sempre a sé stessa che senza la grazia e la purificazione continua dal peccato (potremmo dire, in certo qual modo, un sangue buono necessario al buon funzionamento delle membra) ogni nostra azione risulta perlomeno ego-riflessa (se non narcisistica, si veda Gen. 11) e il ritorno alla “fonte e al culmine” è sempre necessario, come ricorda il Concilio Vaticano II nella Sacrosanctum Concilium al numero 10:
“Nondimeno la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia. Il lavoro apostolico, infatti, è ordinato a che tutti, diventati figli di Dio mediante la fede e il battesimo, si riuniscano in assemblea, lodino Dio nella Chiesa, prendano parte al sacrificio e alla mensa del Signore. A sua volta, la liturgia spinge i fedeli, nutriti dei « sacramenti pasquali », a vivere « in perfetta unione »; prega affinché « esprimano nella vita quanto hanno ricevuto mediante la fede » ; la rinnovazione poi dell'alleanza di Dio con gli uomini nell'eucaristia introduce i fedeli nella pressante carità di Cristo e li infiamma con essa. Dalla liturgia, dunque, e particolarmente dall'eucaristia, deriva in noi, come da sorgente, la grazia, e si ottiene con la massima efficacia quella santificazione degli uomini nel Cristo e quella glorificazione di Dio, alla quale tendono, come a loro fine, tutte le altre attività della Chiesa.”.
Questo, pertanto, non esime la Chiesa ad impegnarsi in tanti modi anche nel Bene più “propriamente” politico con la sua Dottrina Sociale, ad esempio. E ogni suo membro che è chiamato (per Grazia) a svolgere un'azione direttamente politica è chiamato a farne tesoro continuo, proprio alla luce della Beatitudini. Perché la tendenza della ferita originale tende a fare di ciascuno un ladro, un ladro di Bene. A cominciare dalle piccole cose. E il sangue si ammala.
Infine la famosa locuzione che si attribuisce a San Paolo VI è invece di Papa Pio XI nell’Udienza ai dirigenti della Federazione Universitaria Cattolica, svoltasi il18 dicembre 1927.
Pio XI affermò in quell’occasione:
“E tale è il campo della politica, che riguarda gli interessi di tutte le società, e che sotto questo riguardo è il campo della più vasta carità, della carità politica, a cui si potrebbe dire null’altro, all’infuori della religione, essere superiore [...] Tutti i cristiani sono obbligati ad impegnarsi politicamente. La politica è la forma più alta di carità, seconda sola alla carità religiosa verso Dio”.
E dunque ognuno sia al suo posto con gratitudine e con resa e consegna.
Anche perché il tuo posto, quel posto è un altare che chiede di essere baciato ogni giorno.
PiEffe