Il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, che quest'anno celebra il 7 febbraio 2010 la 32° Giornata per la vita, pone il profondo concetto che "ogni vita è degna di essere vissuta" spingendo le persone povere di mezzi economici, ma ricche di umanità, a "gustare la vita" e pensare che "non è la ricchezza a costituire la dignità della vita", ma la ricchezza del dono della vita che un Essere Superiore ci ha dato e che va difesa in ogni momento critico, soprattutto "quando viene spinta nel delitto dell'aborto o dell'eutanasia".
Nel Messaggio i Vescovi sono solidali con quelle madri che, nonostante il turbinio della recessione economica, non sono minimamente tentate di rinunciare od interrompere la gravidanza.
1.) Purtroppo vediamo spesso che a causa di debolezze e fragilità, forse dettate da precarie condizioni, si trovano neonati abbandonati nei cassonetti dei rifiuti urbani nel momento cardine della loro vita.
Altri aspetti molto più complessi e delicati si presentano frequentemente, differenti caso per caso, allorquando il Tribunale dei Minorenni allontana temporaneamente il bambino dalla madre per proteggerlo e tutelarne l'integrità.
Altri ancora quando piccoli o grandicelli subiscono il trauma del divorzio dei genitori e si incamminano in difficili percorsi anche di integrazione in nuclei familiari "allargati" e non riescono a capire dove sta la verità e violentemente traghettati sulla riva della carente loro fanciullezza che doveva essere piena e serena .
2.) Ritengo sempre, com'é nella normalità, che la vita-dono prezioso- va difesa anche quando è debole ed indifesa.
Nei momenti più difficili della vita quotidiana, specie della vita altrui in cui la sofferenza non è sopportabile, non possiamo noi, quali membri di una società civile formata soprattutto di cattolici, di restare nella scatole chiuse dell'egoismo, ma bisogna avere il coraggio di prendere coscienza della nostra sensibilità interiore per valutare quella vita altrui di sofferenza, "con lo sguardo rivolto al Santo .Vangelo", come ci insegna il Cardinale .Dionigi Tettamanzi grande Pastore e difensore sociale..
Serve una rete di umanità e di solidarietà, soprattutto quando la vita è in pericolo a causa della disabilità o della vecchiaia.
Ora da voci che circolano, pare, si vada affermando il "budget del ricoverato"(molto bene esposto nell'editoriale del 26.10.2009 dal dr.Alfonso Riccardo http://www.fidest.it/), "problema" che assilla i sistemi economici-finanziari degli Enti Ospedalieri che colpisce l'Italia, vale a dire che superato quel "limite" imposto da una regola finanziaria il paziente in qualsiasi condizione di salute si trova, viene dimesso dalla struttura ospedaliera, anche se agonizzante od in fase terminale ed in età avanzata come, pare, avvenga in qualche Regione della nostra civile Nazione.
Abbiamo richiesto, con un appello al Ministro della Salute al Presidente del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati nonché al Presidente del Consiglio dei Ministri, di chiarire, se quanto si vocifera (e che costituisce una grande preoccupazione fra la gente) risponda al vero, perché il diritto inalienabile alla vita compete ad ogni paziente, anche se disabile, in quanto ogni ricoverato deve essere (budget o non budget) considerato ed assistito fino all'ultimo respiro della vita perché un bene prezioso che va dal concepimento fino alla morte.
La n/s intromissione ci è consentita dalla Costituzione Italiana ( art.32) che dà il diritto ad ogni cittadino maggiorenne di collaborare con le Istituzioni e permette a chiunque di segnalare le necessità, le aspirazioni, le esigenze di carattere generale ed aggiungo per il bene comune.
Pertanto si chiede una urgente risposta onde evitare che col silenzio si avallano queste "dicerie".
Previte