C’erano un padre e un figlio, umbri, a Senigallia, nelle Marche, in vacanza. Giornate torride, la spiaggia gremita, davanti il blu quieto dell’Adriatico. Poteva essere una bella vacanza. Ma il ragazzo, 23 anni, era malato di depressione: di tutte le malattie la più subdola, invisibile a ogni lastra, a ogni esame. Tuttavia, a volte, forte: come una mano che si impadronisca del timone di una barca e la distolga dalla rotta, o addirittura la spinga inesorabilmente sugli scogli.
Leggi su Avvenire.it
Morire per fermare il figlio suicida. Cosa un padre arriva a fare
- Dettagli
- Visite: 906