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Santi Filippo e GiacomoIn tempi di politicamente corretto mettere sullo stesso piano qualitativo le varie religioni e non urtare la sensibilità altrui è diventato viatico per la religione del relativismo e dunque baluardo non proprio sotterraneo della religione del proprio ego.

Il cristianesimo per natura propria non può essere relativista proprio perché si fonda su un affermazione e su un fatto.
L'affermazione fatta da Gesù che divide la storia, e la compie riempiendola di significato, è questa: "Io sono la Via, la Verità e la Vita" (Gv. 14,6)
e il fatto, conseguenza di quell'affermazione, che è quello della Resurrezione dai morti e dell'Ascesa al Cielo diventa Speranza che colma ogni prospettiva dell'intelletto, del cuore e della carne.
Dunque la "pretesa" cristiana è tutta qui, se vuoi incontrare Dio e conoscere il Suo vero volto non puoi che farlo attraverso Gesù Cristo e la Chiesa da Lui voluta. Tout court.

Il dialogo dunque fa parte dell'essenza stessa dell'annuncio cristiano ma non è occasione per relativizzare questo annuncio e la Verità che esso porta.
Ma piuttosto il terreno per ricevere l'annuncio di Vita.
Non è imposto ma proposto. Non è proselitismo ma condivisione nell'urgenza dello Spirito. Così è, e non è lecito ad alcuno cambiarlo secondo convenienza. Perché la convenienza sa di mondanità spirituale e gronda infedeltà. Infedeltà non solo a Dio per Cristo ma anche infedeltà all'uomo. Chi diminuisce questa substantia teologica del lieto annuncio si comporta più da ladro che da pastore, non ha appartenenza a Dio, alla Chiesa e all'uomo.
Non è solo un annuncio esteriore ma l'unica via per riparare, costruire, far crescere, guarire l'uomo radicalmente. È annuncio che si poggia sullo Spirito e la Sua Potenza ed ha effetti non solo ermeutico-esistenziali ma anche euristici. L'Annuncio di Cristo Via, Verità e Vita costituisce e forma l'uomo che, altrimenti, si deforma o si aliena in proiezioni compensative, quello che la Sacra Scrittura chiama "cisterne screpolate".

L'unica Via per dire all'uomo chi è.
Infatti solo uno specchio pulito rimanda l'immagine vera di ciò che sei. Cristo è questo specchio e ti dona non solo le risposte ma "la risposta".
La gioia che nasce dalla pienezza dell'essere e della bellezza, senza confusioni inutili, dissipazioni, trucchi e fantasmi e viene solo dal Padre per Cristo-Via e nella luce dello Spirito Santo.

La Verità di Cristo è talmente potente, umile, capillare, trasformante, che è dispersa ovunque, anche in maniera confusa nello sforzo che fanno altre grandi religioni che sono ricerche, sforzi umani, di conoscere Dio alla luce della coscienza. La nostalgia di Dio non può avvenire che per scintilla della Verità già deposta nel cuore.
Ma la Verità tutta intera, la Sua pienezza, la Sua bellezza e il compimento radicale e stupefacente stanno solo nella Chiesa di Gesù, la Chiesa Cattolica.
Chi trova il cibo adulto non cerca più cibi incompleti e immaturi e mischiati da imperfezione e da ciò che "cibo non è".

La Festa dei "nostri" apostoli, Filippo e Giacomo il minore, è dunque festa di questa Via, di Cristo che si ri-propone a noi, apostolicamente, nella Chiesa Cattolica, unica presenza completa di Cristo in terra e unica Via al Padre.
Qui va fissato lo sguardo e non sulle debolezze che porta in sé la "parte umana" di questa istituzione divina (vd Nessuno può avere Dio per Padre, se non ha la Chiesa per Madre) .
Fissare lo sguardo altrove o sulle debolezze (e sulle lamentele) vuol dire perdere tempo, energie e tutto sommato rivolgere lo sguardo verso sé stessi e non verso il Padre.

La mormorazione, d'altonde ha questa prerogativa: la dissipazione.

La solita spiritualissima tentazione di "sentirsi" iluminati, profeti e portatori del nuovo.
Un modo come un altro per sentirsi protagonisti, magari con la tentazione di "servire", ma che è animata dalla sottile superbia di avere occhi migliori di quelli della Chiesa e dall'illusione, satanica, di non piegare la propria coscienza, ritenendola illuminata. Un modo raffinastissimo di rubare che è proprio del clericalese ma anche dei falsi profeti e dei "ladri e dei briganti" (Gv. 10,1).

Cristo infatti ci dice e ci dirà, proprio riguardo alla Sua Chiesa, quella Cattolica: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto?".

Ed in ultimo c'è un altro aspetto da considerare: quando Gesù parla, Dio parla. Vedere l'agire e la parola di Gesù significa comprendere che Dio parla. Quel Dio che ti ha creato, pensato ed amato, ben prima dei tuoi genitori, ti parla. La modalità divina del Cristo e la massima comprensione possibile dell'uomo di come Dio è, agisce, si dona, ama, forma, richiama, sostiene, si offre.

Ecco perché contemplare il volto di Gesù Cristo nella Sua interezza è opera e dono dello Spirito Santo ed è perfetta immagine visibile del volto del Padre.

Paul Freeman