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or-7-giugno-1944«Nessun invito venne diramato: ne mancò del resto il tempo; nessun mezzo di comunicazione funzionava, nemmeno i telefoni, per cui si sarebbe potuto anche soltanto accennare all’omaggio»: così il 7 giugno «L’O sservatore Romano» — di cui sopra riproduciamo la prima pagina — raccontava la folla sterminata accorsa il 5 giugno in piazza San Pietro per rendere omaggio a Pio XIIper la salvezza di Roma. E il Papa, in quel pomeriggio di giugno, rispose a quell’abbraccio con parole che restituiscono il senso dell’immensa gioia ritrovata: «Roma, ieri ancora trepidante per la vita dei suoi figli e delle sue figlie, per la sorte d’incomparabili tesori di religione e di cultura, con dinanzi agli occhi lo spettro terrificante della guerra e di inimmaginabili distruzioni, guarda oggi con nuova speranza e con rafforzata fiducia alla sua salvezza».
Pio XIIcosì concludeva: «Sursum corda! In alto i cuori: Noi vi gridiamo. E siamo certi che i vostri cuori unanimi e senza eccezione risponderanno: Habemus ad Dominum: Li abbiamo innalzati al Signore!». Infine la benedizione. «La massa dei fedeli — riprende il cronista — ha un moto spontaneo di profonda venerazione: vorrebbe genuflettere: non tutti ci riescono per la calca spettacolosa, che dovrebbe arretrare di un passo e non può: ma tutti si segnano devotamente nel nome augusto di quella Santissima Trinità nel cui speciale giorno s’è attuato il prodigio. Riprendono le acclamazioni con tonalità sempre più alte: Sua Santità resta per qualche istante a ringraziare, a benedire ancora: rientra nell’aula: è richiamato con le più calorose insistenze: Egli ritorna, le braccia distese in impeto di affetto che investe e conquide l’animo degli astanti. Allorché la candida visione scompare le voci si attenuano, i primi movimenti incidono qua e là nella piazza: ma ognuno avverte lacrime di consolazione negli occhi, e più, più ancora, nel cuore una fiamma, che è nuova adesione, rinnovata e infrangibile, all’amistà con Dio».

© Osservatore Romano - 4 giugno 2014