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Si può abortire gratis ma ripensarci costa: è la denuncia lanciata dall’associazione Giovanni XXIII che, attraverso la vicenda di una giovane donna, ha scoperto che, in Italia, chi rinuncia all’interruzione di gravidanza deve comunque pagare gli esami effettuati in precedenza. Equiparare l’aborto a qualsiasi altro intervento chirurgico – afferma l’associazione – rappresenta una violazione della legge 194.