Tenendo conto delle innumerevoli richieste da ogni parte del mondo, Papa Francesco ha dato disposizione che le celebrazioni delle feste liturgiche dei santi Pontefici Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II siano iscritte nel Calendario Romano generale, la prima l’11, la seconda il 22 ottobre, con il grado di memoria facoltativa. Pubblichiamo in latino e in italiano, di seguito il decreto emanato dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti che regola il culto riservato ai due santi, e in basso i testi liturgici per la messa in onore di Papa Roncalli allegati al decreto. I testi per Papa Wo j t y ła sono stati pubblicati sull’«Osservatore Romano» dell’11-12 aprile 2011.DECRETUM
Pastor aeternus, a mortuis suscitatus et elevatus in caelum, Dominus Iesus gregem suum non deserit, sed continua protectione eorum custodit et per tempora gubernat, quos ipse suos vicarios constituit. Pastorum Pastori conformati ac genuina eiusdem erga oves gregis obsequentes caritati, ex his Sancti papae eminent Ioannes XXIII et Ioannes Paulus II . Qui vero Crucem Christi et vulnera fratrum non despexerunt, Spiritus Sancti libera suffulti sinceritate, eximium vivum Ecclesiae ac mundo praebuerunt testimonium benignitatis ac misericordiae Dei, qui diligit omnia quae ab Ipso vocatae sunt et parcit omnibus, quoniam eius sunt (cf. Sap 11, 24-26). Spem vivam enim ac laetitiam inenarrabilem (cf. 1 Pt 1, 3.8) illas, quas duo hi Piscatoris successores Domini resurgentis dono cumulati sunt, ipsi multiplicarunt super populum Dei, a quo invicem grata ac sempiterna recordatione prosecuti sunt. Exinde, vitæ et doctrinæ excellentia sicut et «scientia amoris» illa elucentes, quæ ab illuminatione Spiritus derivatur per experientiam mysteriorum Dei, quibus gavisa est Ecclesia eorundem sollicitudine pastorali proficientibus et nunc spiritualiter intercedentibus gaudet, eosdem enixioribus precibus re c o l i t .
Cum tantorum Sanctorum Pontificum superexcellentiam ad virtutum exemplum clero et christifidelibus exhibendum et vitam in Christo fovendam perpendisset, permultis e diversis mundi plagis efflagitatis petitionibus, Summus Pontifex F RANCISCUS , communia populi Dei excipiens vota, mandavit, ut celebrationes S. Ioannis XXIII , papae, et S. Ioannis Pauli II , papae, in Calendarium Romanum generale insererentur, quarum prior die 11 Octobris, altera die 22 Octobris, gradu memoriae ad libitum quotannis peragenda. Novae, igitur, hae memoriae cunctis Ordinibus pro Missae et Liturgiae Horarum celebratione erunt inscribendae atque earum indicatio in libris liturgicis cura Coetuum Episcoporum in posterum edendis pon a t u r. Quoad textus liturgicos in honorem S. Ioannis Pauli II , papae, serventur qui in adnexo huius Congregationis de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum decreto diei 2 aprilis 2011 (Prot. N. 118/11/L) iam probati et editi sunt; quoad vero eosdem textus in honorem S. Ioannis XXIII , papae, adhibeantur qui hic adnectuntur et huius decreti virtute nunc typici declarantur ac praelo d a n t u r. Contrariis quibuslibet minime obstantibus. Ex aedibus Congregationis de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum, die 29 mensis Maii anno 2014, in sollemnitate Ascensionis D omini.
ANTONIUS Card. CAÑIZARES LLOVERA
Praefectus
ARTURUS ROCHE
Archiepiscopus a Secretis
DECRETO
Pastore eterno, risorto dalla morte e asceso al cielo, il Signore Gesù non abbandona il suo gregge, ma lo custodisce e lo conduce attraverso i tempi sotto la costante guida di coloro che egli stesso ha costituito suoi vicari. Tra costoro, per conformazione al Pastore dei pastori e per amore genuino alle pecorelle del Suo gregge, risplendono i Santi papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II . Essi non disdegnarono la croce di Cristo e le ferite dei fratelli e, adorni della ‘ parrhesia ’ dello Spirito Santo, hanno mirabilmente offerto alla Chiesa e al mondo un’immagine viva della benevolenza e della misericordia di Dio, che non prova disgusto per nessuna delle cose chiamate all’esistenza e con esse è indulgente, perché sono sue (cf. Sap 11, 24-26). Così, quella speranza viva e quella gioia indicibile (cf. 1 Pt 1, 3.8), che questi due successori di Pietro hanno ricevuto in dono dal Signore risorto, le hanno donate in abbondanza al popolo di Dio, ricevendone in cambio eterna riconoscenza. Per questo la Chiesa oggi li venera con grande fervore, fulgidi per l’esemplarità di vita, per l’eccellenza della dottrina e per quella «scienza d’amore» che promana dall’illuminazione dello Spirito attraverso l’esp erienza dei misteri di Dio, e, dopo avere goduto del fruttuoso sostegno della loro sollecitudine pastorale, si rallegra ora di averli come suoi intercessori spirituali. Considerata la straordinarietà di questi Sommi Pontefici nell’offrire al clero e ai fedeli un singolare modello di virtù e nel promuovere la vita in Cristo, tenendo conto delle innumerevoli richieste da ogni parte del mondo, il Santo Padre Francesco, facendo suoi gli unanimi desideri del popolo di Dio, ha dato disposizione che le celebrazioni di S. Giovanni XXIII , papa, e di S. Giovanni Paolo II , papa, siano iscritte nel Calendario Romano generale, la prima l’11, la seconda il 22 ottobre, con il grado di memoria facoltativa. Le suddette memorie dovranno essere, pertanto, iscritte in tutti gli Ordinamenti per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore e le relative indicazioni poste nei libri liturgici d’ora in poi pubblicati a cura delle Conferenze dei Vescovi. Quanto ai testi liturgici in onore di S. Giovanni Paolo II , papa, si usino quelli già approvati e pubblicati nell’allegato al decreto di questa Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti del 2 aprile 2011 (Prot. N. 118/11/L); per quanto riguarda quelli in onore di S. Giovanni XXIII , papa, si adottino i testi qui allegati, che con il presente decreto vengono dichiarati tipici e dati alla stampa. Nonostante qualsiasi cosa in contrario. Dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, 29 maggio 2014, solennità dell’Ascensione del Signore.
ANTONIO Card. CAÑIZARES LLOVERA
Prefetto
ARTHUR ROCHE
Arcivescovo Segretario
© Osservatore Romano - 12 settembre 2014