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di Robert Imbelli
Siamo tutti profondamente colpiti dall'indicibile tragedia avvenuta venerdì a Newtown. Una bella e soleggiata giornata tardo autunnale all'improvviso è diventata fredda e triste. Quella sera, il silenzio e le lacrime del presidente Obama hanno parlato in modo più commovente di quanto avrebbe potuto fare - e di quanto possa fare - qualsiasi parola.
Nel tempo di Avvento attendiamo con gioia la celebrazione della nascita del Signore. Sappiamo però anche che la violenza non è estranea a tale nascita. Il giorno dopo il Natale, la Chiesa ricorda santo Stefano, primo martire; e due giorni dopo, il 28 dicembre, commemoriamo i Santi Innocenti, quelli di Betlemme o, purtroppo, quest'anno, quelli di Newtown. Come dice la liturgia: Rachele piange i suoi figli perché non sono più. Il Natale non inizia il giorno dopo il Ringraziamento. Inizia soltanto quando tutte le candele dell'Avvento sono state accese spiritualmente e quando la via del Signore è stata preparata in giustizia e in verità. Lo scorso venerdì è stato il vero venerdì nero. Preghiamo affinché le persone le cui vite sono state cambiate per sempre da questa giornata, con il tempo riescano, per grazia di Dio, a superare questa terribile devastazione e giungere a un rinnovamento di vita.

(©L'Osservatore Romano 17-18 dicembre 2012)