Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Home
Pierfranco PastoreÈ stato per oltre quarant’anni punto di riferimento professionale e spirituale per i giornalisti che si occupano del Papa e della Santa Sede. Lui stesso aveva confidato più volte che il suo essere prete era stato segnato proprio dai rapporti con i giornalisti di tutto il mondo. E così, quando si è diffusa la notizia della morte del vescovo Pierfranco Pastore, avvenuta domenica 30 agosto, in molti hanno ricordato che, pur avendo lasciato i suoi incarichi nel 2003, aveva sempre continuato a rimanere vicino agli antichi colleghi, soprattutto nei momenti di prova, andando anche a trovarli in ospedale. E per questo suo tratto sacerdotale è rimasto nel cuore di tanti.
Di origine novarese, figlio del sindacalista Giulio Pastore, fondatore e primo segretario della Confederazione italiana sindacato lavoratori, e fratello del giornalista Mario, indimenticato conduttore del Tg2 della Rai, monsignor Pastore aveva lavorato in prima linea nell’ambito della comunicazione della Santa Sede, anzitutto come segretario del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali. Aveva iniziato il suo servizio alla Radio Vaticana nel 1974 guidando il programma «Speciale Anno Santo». Era una trasmissione in italiano, francese, inglese e spagnolo, introdotta come servizio per i pellegrini del giubileo del 1975. Dopo l’anno santo, il programma era rimasto nel palinsesto come notiziario di informazione e attualità con il titolo «Quattrovoci», sempre sotto la sua direzione. Nel giugno 1976 Paolo VI aveva voluto affiancarlo come assistente a monsignor Romeo Panciroli, allora direttore della Sala Stampa della Santa Sede. E il 4 dicembre 1984 era giunta la nomina a segretario del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali. In questa veste era stato coordinatore della redazione di importanti documenti pastorali come Pornografia e violenza nei mezzi di comunicazione: una risposta pastorale del 1989; Criteri di collaborazione ecumenica e interreligiosa nel campo delle comunicazioni sociali del 1989, Aetatis novae sulle comunicazioni sociali del 1992; Etica nella pubblicità nel 1997; Etica nelle comunicazioni sociali nel 2000. Nel 1994 Giovanni Paolo II lo aveva elevato alla dignità episcopale, a coronamento del suo lungo servizio alla Sede apostolica. Un ruolo del tutto particolare monsignor Pastore aveva svolto in occasione dell’anno santo del 2000, curando in particolare il giubileo dei giornalisti e poi quello del mondo dello spettacolo. In quel periodo aveva avuto il compito di coordinare e assistere l’attività dei media mondiali per garantire una copertura il più possibile accurata.

© Osservatore Romano - 31 agosto - 1 settembre 2015