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Icona Spirito SantoCome già si è potuto leggere nella prefazione ai sette doni dello Spirito Santo, il dono del timore di Dio è strettamente correlato a quello della pietà. È ovvio, poi, che tutti i doni dello Spirito Santo sono tra loro fortemente connessi; lo Spirito Santo, infatti, dona all'uomo tutte quelle qualità che lo aiutano a compiere il bene ed a fare una diretta esperienza di Dio (cf. Compendio CCC n. 389 ed anche CCC nn.1830-1831, 1845); senza lo Spirito Santo non sarebbe possibile sentire ed esperire Dio nella nostra vita.

Naturalmente, ciascun uomo, secondo la libera volontà dello Spirito Santo, manifesta alcuni doni e non altri, ma questo non deve portare a confondere la completa assenza di un dono con il fatto che esso sia in realtà presente, ma recondito.

 A ciascuno di noi, infatti, lo Spirito Santo dona tutte le qualità che consentono di gustare e di assaporare il Signore in tutta la sua grandezza, lasciandone emergere alcune e nascoste altre, ma mai facendocene mancare qualcuna. Ricordiamo che lo Spirito Santo, a pentecoste_national_gallerypartire dàl generoso sacrificio del Signore Gesù Cristo, tutto dona all'uomo, ma nulla toglie.

Il timore di Dio è proprio quel dono iniziale, necessario a poter provare e vivere, nella prospettiva deutero-testamentaria, il rispetto, l'amore e l'ubbidienza nei confronti dei comandàmenti di Dio, mentre in quella neo-testamentaria, la sequela di Cristo, il riconoscere che Egli ci viene incontro con amore ed è Lui la nostra salvezza per mezzo della Chiesa e dei canali che lo Spirito Santo utilizza per rivelarci il volto di Dio in Cristo.

Aggiungiamo, inoltre, che all'effusione donata nel Battesimo dàllo Spirito Santo, questo dono (come tutti gli altri) vengono ampiamente donati. Attendere e cercare una "effusione" ulteriore - fatta eccezione per il Saramento della Cresima che conferma e compie il dono Battesimale come un "unicum" - attraverso gli stimoli che la Chiesa offre (sacramenti, meditazione della Parola di Dio, vita e preghera comunitaria, Direzione Spirituale, supplica del cuore, la carità, ecc), significa "risvegliare" la profondà ed ontologica effusione ricevuta il giorno del Battesimo.

Pertanto tutto il lavoro costante per la maturazione costante della vita del credente consiste nel rendere viva, attuale, potente e gioiosa la presenza dello Spirito Santo nel proprio "cuore".

In maniera impropria si parla di effusione dello Spirito attraverso la preghiera di imposizione delle mani in via "sacramentaria" con la preghiera carismatica (con un residuo di approccio protestante). Infatti questa "secondà effusione" è più propriamente un "aiuto" che si dà allo Spirito Santo, già presente nel nostro cuore per via battesimale, di esplodere in tutta la sua ricchezza e con tutti i suoi santi doni.

L'attuale lavoro di ricerca sui doni dello Spirito Santo vuole proprio aiutare questa coscienza e ri-vivificazione dello Spirito chiamata talvolta, impropriamente, secondà effusione e siamo ben coscienti che senza una robusta vita di preghiera personale e comunitaria essa non sarà altro che una forma di intellettualizzazione vana e non il risveglio della potenza dello Spirito nel nostro cuore che ci auguriamo sia sempre più reale e fecondà sia per chi scrive che per chi legge.

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