La solennità del Corpus Domini fu istituita da papa Urbano IV nel 1264 in seguito al miracolo di Bolsena avvenuto l’anno precedente. Il contesto in cui si colloca tale festa è il riconoscimento della presenza reale del corpo e sangue di Cristo nel pane e vino consacrato; la teologia esprime tutto ciò con il termine transustanziazione. Tale consapevolezza si esprimeva in vari modi, come mostra il seguente episodio della Vita di santa Chiara d’Assisi (Fonti Clariane, a cura di G. Boccali, Ed. Porziuncola, Assisi 2013, pp. 351) che influenzerà l’iconografia della Santa raffigurata spesso con in mano l’ostensorio.
«La vergine non solo frequentava spesso la preghiera, ma era veloce l’efficacia della impetrazione. Quando infatti giunse l’esercito, sotto la tirannia di Federico, contro Assisi, capitò che gli arcieri saraceni irruppero nel chiostro della Domine. Chiara udendo tali cose, con cuore deciso, comanda di essere posta davanti alla porta, fisicamente era però inferma, e fece che l’urnetta dove era conservato il corpo del Signore, la precedesse. Mentre ella moltiplicava le preghiere e i gemiti, diceva: Signore, custodisci queste tue inermi ancelle, che io non posso difendere! Una voce come di bambino risonò alle sue orecchie: Io vi custodirò sempre! Chiara però soggiunse: Signore, difendi anche questa città, la quale ci sostenta per il tuo amore. E il Signore: Patirà oppressione, ma per mio dono sarà difesa.
Subito il furore degli infedeli fu represso, per i muri che aveva scavalcato da spavaldo, spaventato si ritirò».
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su segnalazione di Pietro Messa