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contro-la-pena-di-morte1ROMA, 24. «La sete di libertà è tipica del mondo di oggi ma se cade la libertà religiosa, pietra angolare della vita sociale, anche gli altri diritti vacillano»; per questo occorre «educare le coscienze e coltivare una mentalità a favore della libertà di culto». Lo ha detto il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i vescovi, intervenuto giovedì scorso, come rappresentante cattolico, al convegno «La religione della libertà» organizzato a Roma dalla Fondazione Liberal. «Contro le persecuzioni anticristiane, contro tutte le violazioni dei diritti dell’uomo» il sottotitolo dell’incontro, che si è svolto alla Pontificia università gregoriana e che ha visto la partecipazione di Mino Bahbout, rabbino capo della comunità ebraica di Nap0li, e di Abdellah Redouane, segretario generale del Centro culturale islamico. Dai relatori è stato lanciato un appello alla collaborazione per il raggiungimento universale della libertà di fede, «una conquista per tutti», ha sottolineato Bahbout, il quale ha ricordato le vittime della strage compiuta in una scuola ebraica di Tolosa da un giovane estremista islamico. Per il rabbino la persecuzione contro gli ebrei dovrebbe essere memoria quotidiana, mentre il cardinale Re ha elencato gli atti di violenza e di discriminazione ai danni dei cristiani commessi in molti Paesi, dall’Iraq all’Egitto, dal Pakistan all’India. Redouane ha invece invitato i politici, i religiosi e i mass media ad «agire insieme» per promuovere la convivenza tra le fedi; condannare il terrorismo non è più sufficiente, ha spiegato il rappresentante musulmano, secondo cui il miglior modo per combattere la violenza è la solidarietà tra i popoli. Al convegno sono intervenuti anche il ministro degli Affari esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, il leader dell’Udc e co-presidente dell’Internazionale democratico cristiana, Pier Ferdinando Casini, e il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani. La tutela delle minoranze religiose — ha detto Terzi — è una condizione imprescindibile per «affermare lo stato di diritto e garantire la sicurezza» ed è un’azione che «va portata avanti a difesa di ogni minoranza». A livello mondiale, ha denunciato il ministro, «assistiamo ad atti di persecuzione contro i cristiani che non hanno precedenti nella storia»; per questo è necessario «sensibilizzare i leader arabi ad accogliere nelle nuove Costituzioni i principi riconosciuti dalle convenzioni internazionali». Terzi ha inoltre ribadito l’imp egno dell’Italia per la tutela delle minoranze e ha rivolto un appello all’Unione europea affinché «faccia sentire di più la sua voce». Casini ha invece sottolineato come sia l’indifferenza la «vera malattia», la quale, dopo lo sdegno che segue fatti di cronaca brutali, «ci impedisce di trovare l’antidoto, anteponendo spesso interessi economici al rispetto dei diritti umani».

© osservatore Romano - 24 marzo 2012