Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in Udienza la Delegazione della “Catholic Extension Society”
Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’incontro:
Nel nome del Padre, del Figlio
e dello Spirito Santo.
La pace sia con voi.
Quando arriva qualcuno da Dolton, Illinois, dobbiamo aprire tutte le porte! Non siamo più in tanti in giro.
Eminenza, Eccellenza,
Cari fratelli e sorelle in Cristo, cari amici,
sono lieto di accogliervi, Membri del Consiglio della Catholic Extension, insieme alle vostre famiglie, durante il vostro pellegrinaggio a Roma e in Vaticano. Prego affinché il vostro tempo qui vi offra l’opportunità di pregare sulle tombe degli Apostoli e di rafforzare i vostri legami con il Successore di Pietro e la Chiesa universale. Una simile occasione è particolarmente significativa per voi in quanto Società Pontificia.
La vostra visita a Roma avviene mentre ci avviciniamo alla solennità di Pentecoste, un momento cruciale nella vita della Chiesa che ha una rilevanza particolare per noi oggi. Infatti fu solo dopo aver ricevuto la promessa dello Spirito Santo che gli apostoli iniziarono a proclamare Gesù di Nazaret agli uomini e alle donne “di ogni nazione che è sotto il cielo” (At 2, 5), annunciando la Buona Novella della salvezza e della vita nuova in Cristo. Ciò che segue nel libro degli Atti è la storia della Chiesa primitiva e della diffusione del Vangelo, prima a Gerusalemme e poi nelle aree circostanti. Man mano che il Signore accresceva il loro numero, cominciarono a formare comunità fondate sull’unità fraterna e sull’insegnamento degli apostoli, nutrite e rafforzate dall’Eucaristia e da una vita di preghiera (cfr. vv. 42-47).
Lo stesso zelo che spinse i cristiani della Chiesa primitiva a condividere la novella di Gesù Cristo e il dono dello Spirito ispirò il vostro fondatore, padre Francis Clement Kelley, oltre120 anni fa. Egli cercò di raggiungere le comunità di fede più remote degli Stati Uniti per portare loro la vita stessa di Cristo attraverso i sacramenti e il sostegno di una comunità cattolica più ampia. Quell’entusiasmo missionario è ancora necessario oggi, e vorrei pertanto ringraziarvi per il vostro costante impegno nel rispondere ai bisogni delle comunità cattoliche più povere sia negli Stati Uniti sia all’estero.
In modo particolare, vorrei lodare il vostro lavoro a Cuba e a Portorico. Il sostegno che voi offrite a queste comunità è una bella espressione dell’universalità della Chiesa e un promemoria vivente del fatto che “l’amore per il prossimo rappresenta la prova tangibile dell’autenticità dell’amore per Dio” (Dilexi te, n. 26). Allo stesso modo, incoraggio la cura pastorale che state offrendo alle persone svantaggiate, come pure alle numerose famiglie immigrate negli Stati Uniti. È indispensabile che i vostri fratelli e le vostre sorelle sperimentino il calore di una comunità che è contraddistinta dalla presenza di Cristo.
La Chiesa primitiva testimonia il fatto che, ovunque vi sia una vera comunità di fede, la carità cristiana ispira i suoi membri ad alleviare le sofferenze degli altri e a prendersi cura di chi è nel bisogno, specialmente dei poveri (cfr. At 2, 45; 6, 1-6). L’amore per i poveri può dunque essere inteso come “la garanzia evangelica di una Chiesa fedele al cuore di Dio” (Dilexi te, n. 103), e apre anche la porta affinché coloro che serviamo possano conoscere più a fondo il Signore mentre rendiamo testimonianza del suo amore.
Mentre proseguite la vostra missione, l’impegno della Catholic Extension non solo ad alleviare i bisogni materiali dei meno fortunati, ma anche a investire nella costruzione di comunità cattoliche vivaci, è particolarmente necessario oggi. Le comunità animate dalla fede offrono alle persone un’opportunità di sperimentare la gioia della vita nuova in Cristo vissuta in modo quotidiano e ordinario. Forniscono sostegno ai poveri, come abbiamo visto, ma anche la forza di cui tutti abbiamo bisogno per affrontare le sfide della vita con fede. In modo particolare, queste comunità sono anche il “terreno buono” dove nuove vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa possono mettere radici e iniziare a crescere (cfr. Mt 13, 8), fornendo nuovi operai per la messe negli anni a venire (cfr. Lc 10, 2).
Cari fratelli e sorelle, continuiamo a servire il Signore con gioia e generosità, mossi dall’amore di Dio e del prossimo e dalla certezza che il Padre “che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Mt 6, 4). Affidando tutti voi all’amorevole intercessione di Maria Immacolata, imparto volentieri la mia Benedizione Apostolica, che estendo a tutti coloro che sono associati alla Catholic Extension Society, come pegno di pace e di gioia nel Signore risorto. Grazie.
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L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 111, lunedì 18 maggio 2026, p. 2.
© Bollettino Santa Sede - 18 maggio 2026