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Benedetto XVI ha concluso la mattinata in Giordania con la visita al Museo Hashemita e alla Moschea Al-Hussein Bin Talal di Amman. All’esterno del luogo di culto ha incontrato i capi religiosi musulmani, il corpo diplomatico e i rettori delle Università giordane. Il Pontefice ha sottolineato il contributo positivo che le religioni possono dare alla società esprimendo la preoccupazione che alcuni vogliono tacitarne la voce sostituendola alla propria. Ha parlato della manipolazione ideologica della religione, talvolta a scopi politici, ribadendo il vincolo indistruttibile fra l’amore di Dio e l’amore del prossimo e quindi la contraddizione del ricorrere alla violenza nel nome di Dio. Quindi ha esaltato il valore della ragione umana, dono di Dio, quando resiste alla presunzione di andare oltre i propri limiti. La ragione – ha detto – spinge continuamente la mente umana oltre se stessa nella ricerca dell’Assoluto. Ha poi sottolineato l’universalità dei diritti umani che “valgono ugualmente per ogni uomo e donna, senza distinzione di gruppi religiosi, sociali o etnici” e ha affermato che “il diritto di libertà religiosa va oltre la questione del culto ed include il diritto – specie per le minoranze – di equo accesso al mercato dell’impiego e alle altre sfere della vita civile”. Infine ha lanciato un nuovo appello per la pace in Iraq e il diritto dei cristiani a vivere pacificamente in questa terra. Ma ecco il testo integrale del discorso del Papa nella traduzione dall’originale inglese:
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