Il grande peccato: la superbia
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«Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato».
Dice bene il salmista: "lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato." (Sl. 51)
Se c'è infatti un peccato che si insinua nella nostra vita, nel nostro quotidiano e che è fonte di tutti i peccati è proprio quello della superbia.
Per questo possiamo definirlo come "il grande peccato".
Mentre gli altri vizi si oppongono, per così dire, ad una specifica virtù, la superbia si insinua ovunque e danneggia più profondamente la nostra vita. È il cancro che pervade l'umano.
Infatti la superbia non si pone solo come opposto all'umiltà ma inquina grandemente tutti i vizi ponendosi come incipit della rovina dell'uomo.
L'autonomia e la relatività dello stato laico
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"Rendete dunque a Cesare
ciò che è di Cesare
e a Dio ciò che è di Dio" (Lc. 20,25)
Lc 20: [20]Postisi in osservazione, mandarono informatori, che si fingessero persone oneste, per coglierlo in fallo nelle sue parole e poi consegnarlo all'autorità e al potere del governatore. [21]Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni secondo verità la via di Dio. [22]E` lecito che noi paghiamo il tributo a Cesare?». [23]Conoscendo la loro malizia, disse: [24]«Mostratemi un denaro: di chi è l'immagine e l'iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». [25]Ed egli disse: «Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». [26]Così non poterono coglierlo in fallo davanti al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.
Questa, di cui sopra, è sicuramente tra le affermazioni di Gesù più conosciute, più usate e più manipolate.
I "cattopolitici", i simpatizzanti di Gesù e del Vangelo (magari atei o agnostici) la citano più volte per affermare che Gesù stesso ha posto i confini tra la religione e lo stato.
Nell'interpretare questa affermazione si fanno alcune "leggerezze" che però sviano i contenuti stessi del "dire" di Gesù:
1 - Per capire quello che Gesù vuole affermare è fondamentale conoscere Gesù;
2 - Inserire l'affermazione nel contesto;
3 - Non fare di Gesù un idolatra
I pastori nascono non per essere pompieri ma creatori di fuochi, quelli giusti.
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La vicenda di Don Corsi è non solo un episodio "grave e triste" come detto dal presidente della CEI ma anche un episodio emblematico.Il nemico dell'uomo usa lo squilibrio, le distorsioni mentali di uno, uno solo, per creare un "caso".
Questo caso, questo "fuoco malato" ottiene che coloro che dovrebbero accendere i veri fuochi facciano i pompieri.
Lo diceva Francesco di Assisi, nella regola non bollata: "il diavolo per la colpa di uno vuole corrompere molti" (FF. 18).
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