Una custodia vitale che dialoga con il presente
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Pubblichiamo ampi stralci dell'intervento tenuto dal cardinale prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali in occasione della presentazione del quaderno di "Limes" Quando il Papa pensa il mondo (Roma, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2009, pagine 200, euro 12).
di Leonardo Sandri
Dirò subito che il Papa pensa il mondo nell'ottica della continuità col patrimonio del pensiero cristiano, di cui è il primo custode. Si tratta di una custodia che definirei "vitale", associata cioè all'evangelica esortazione a "leggere i segni dei tempi".
Le mie considerazioni riguarderanno in particolare la porzione singolare di Chiesa, di cui si occupa la Congregazione per le Chiese Orientali: la Terra Santa e il Medio Oriente, e l'Europa dell'Est, anche se la sua competenza si estende ai siromalabaresi e malancaresi dell'India e a tutti i cattolici orientali sparsi nel mondo. Essi costituiscono la diaspora orientale, che è decisiva per la sopravvivenza delle rispettive Chiese nella madrepatria e delle antiche tradizioni dell'Oriente cristiano. La verità si può raggiungere solo se si è liberi. Ciò vale per tutte le verità, ma soprattutto per le verità dello spirito. Esse concernono il bene e il male, le grandi prospettive della vita, il suo senso, il suo destino finale, la cifra religiosa insita nella coscienza umana e l'inscindibile intimo legame dell'io con la Persona di Dio. Le verità dello spirito hanno perciò bisogno di spazi di libertà per poter essere vissute secondo tutte le dimensioni della vita umana.
Un effettivo impegno per la verità deve rivelarsi funzionale al perdono e alla riconciliazione. Le diverse convinzioni sulla verità danno luogo ancora oggi a violente contrapposizioni, a conflitti sociali e politici e, addirittura, alle cosiddette "guerre di religione". La Chiesa cattolica le condanna e non ha esitato a chiedere perdono per gli errori compiuti in passato da alcuni suoi membri. È sempre attuale il monito del Servo di Dio Giovanni Paolo II: "Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono".
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Comunicato della Segreteria di Stato
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Il Santo Padre ha approvato il seguente comunicato e ne ha ordinato la pubblicazione.
Dal 23 gennaio si stanno moltiplicando, soprattutto su molti media italiani, notizie e ricostruzioni che riguardano le vicende connesse con le dimissioni del direttore del quotidiano cattolico italiano "Avvenire", con l'evidente intenzione di dimostrare una implicazione nella vicenda del direttore de "L'Osservatore Romano", arrivando a insinuare responsabilità addirittura del cardinale segretario di Stato. Queste notizie e ricostruzioni non hanno alcun fondamento.
In particolare, è falso che responsabili della Gendarmeria vaticana o il direttore de "L'Osservatore Romano" abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni, il 3 settembre scorso, del direttore di "Avvenire"; è falso che il direttore de "L'Osservatore Romano" abbia dato - o comunque trasmesso o avallato in qualsiasi modo - informazioni su questi documenti, ed è falso che egli abbia scritto sotto pseudonimo, o ispirato, articoli su altre testate.
Appare chiaro dal moltiplicarsi delle argomentazioni e delle ipotesi più incredibili - ripetute sui media con una consonanza davvero singolare - che tutto si basa su convinzioni non fondate, con l'intento di attribuire al direttore de "L'Osservatore Romano", in modo gratuito e calunnioso, un'azione immotivata, irragionevole e malvagia. Ciò sta dando luogo a una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice.
Il Santo Padre Benedetto XVI, che è sempre stato informato, deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi, rinnova piena fiducia ai suoi collaboratori e prega perché chi ha veramente a cuore il bene della Chiesa operi con ogni mezzo perché si affermino la verità e la giustizia.
Dal Vaticano, 9 febbraio 2010
(©L'Osservatore Romano - 10 febbraio 2010)
Commemorato il 75° anniversario della Consacrazione di Bandra a Cristo Re
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Oltre 5mila fedeli partecipano alla cerimonia di commemorazione, presieduta dal card. Gracias. Il compito del cristiano e la centralità della famiglia, sottolineati nel discorso.
Mumbai (AsiaNews) – Oltre 5mila sacerdoti, religiosi e fedeli hanno partecipato alla cerimonia di commemorazione del 75° anniversario della consacrazione di Bandra (Mumbai) a Cristo il Re, presso la scuola S. Andrea a Bandra il 7 febbraio. Dopo una giornata di adorazione, il Santo Sacramento è stato portato in processione lungo le vie della zona, su un carro coperto di fiori, con canti di lode, salmi e striscioni celebrativi.
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