Se il delitto diventa diritto
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L'aborto, cosi come il furto e l'omicidio, é uno del reati più antichi della storia dell'uomo. Le leggi hanno in ogni tempo tentato di contrastarlo, ben sapendo che - come accade sempre nell'ambito del diritto penale - nessuna legge riuscirà mai a eliminare completamente la devianza e l'illegalità. Negli ultimi quarant'anni abbiamo però assistito ad una trasformazione senza precedenti: nella quasi totalità dei Paesi occidentali si è animato un dibattito che è culminato quasi ovunque con la legalizzazione dell'aborto procurato. Un tempo, l'aborto per legge era una "esclusiva" dei regimi totalitari, come l'Unione Sovietica comunista e i territori dell'Est occupati dalla Germania nazista; e delle socialdemocrazie scandinave, protagoniste anche di alcuni clamorosi piani di sterilizzazione forzata.
Ben diversa era la situazione ad esempio negli Stati Uniti, dove gli ordinamenti federali consideravano reato grave la soppressione di un nascituro attraverso l'aborto procurato. Allo stesso modo, tutti i codici penali europei - molti dei quali varati nell'Ottocento da giuristi e da parlamenti di orientamento laico-liberale con venature anticattoliche - trattavano l'aborto procurato come un reato.
Solo in seguito, nella seconda metà del Novecento, nel volgere di pochi decenni ciò che prima era unanimemente considerato come delitto è stato trasformato in diritto.