I fondi Usa alle staminali che guariscono
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Fino a due anni fa dire che la ricerca sulle cellule embrionali era destinata al fallimento, in America, significava essere bollati come retrogradi, scienziati di "serie b", magari anche con qualche rotella fuori posto. Ancor di più se chi lo professava era nero. Ed è proprio così che James L. Sherley, tra i maggiori esperti di staminali adulte del Paese e pezzo da novanta del prestigioso Massachusets Institute of Technology di Boston, veniva definito da molti dei suoi colleghi. Convinti che la panacea di tutti i mali, il graal del ventunesimo secolo, fosse nascosto lì, negli embrioni. E che un professore afro-americano andasse screditato. La frattura seguita all'ennesimo episodio di discriminazione vide Sherley costretto a lasciare la cattedra, e proseguire la sua ricerca in un altro laboratorio. Convinto che le cose sarebbero cambiate. La scoperta un anno fa da parte di Shinya Yamanaka di un giacimento infinito di staminali simili per prestazioni alle embrionali (le cellule adulte riprogrammate, o Ips) gli ha dato ragione. Ma il contraccolpo delle dichiarazioni di Obama sui fondi federali da destinare alle embrionali, smantellando il veto opposto per otto anni da Bush, oggi lo delude.