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(Simona Mengascini - inviata SIR a Rimini) - Sono "i credenti" e non le religioni a "farsi la guerra": lo ha detto il card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, ieri pomeriggio in un intervento al Meeting di Rimini sul tema "Le condizioni della pace". Il cardinale ha ribadito che tutti i capi religiosi si devono impegnare per una "pedagogia della pace" ovvero "indicare ai credenti il modo di scegliere bene e male nella libertà e responsabilità". Per Tauran il dialogo è essenziale e "tutti i ricercatori della verità hanno la stessa dignità. La Chiesa è impegnata in questa strada attraverso la Dottrina sociale, i messaggi del 1° gennaio, gli incontri di preghiera ad Assisi e la diplomazia pontificia". Presente all'incontro anche il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini che ha indicato tra le priorità della politica mondiale la soluzione del conflitto arabo-palestinese, su cui non è necessario "essere subito d'accordo su tutto" e ha annunciato il suo viaggio la settimana prossima, a Mosca e Tiblisi. Dello stesso parere Amre Moussa, segretario generale della Lega degli Stati arabi,"Gli Stati Uniti - ha detto - devono mantenere la promessa di far nascere lo stato palestinese entro l'anno, la Ue ha un importante ruolo di mediazione e Gerusalemme deve essere città libera e capitale di tutti e due gli stati".