Come far politica da cattolici. Il promemoria di Denver
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Chaput, 64 anni, nato in una famiglia contadina del Kansas, appartiene a una tribù pellerossa, la Prairie Band Potawatomi. È francescano dell'ordine dei cappuccini. Prima che a Denver è stato vescovo a Rapid City, nel Sud Dakota. È tra i candidati a due arcidiocesi di prima grandezza in attesa di nuovi titolari: New York e Chicago.
Già il titolo del libro fa intuire il suo contenuto: "Render Unto Caesar. Serving the Nation by Living Our Catholic Beliefs in Political Life". È giusto dare a Cesare quel che gli spetta. Ma si serve la nazione vivendo la propria fede cattolica nella vita politica.
Chaput si muove decisamente contro la corrente culturale che prevale nei media, nelle università, tra gli attivisti politici, una corrente che vorrebbe espellere la fede dalla scena pubblica.
Ma egli lancia una sfida anche alla comunità cattolica americana. Negli Stati Uniti i cattolici sono 69 milioni, un quarto della popolazione. Nel Congresso siedono oltre 150 parlamentari che si dichiarano tali. Nel Senato i cattolici sono uno su quattro. Nella Corte Suprema sono la maggioranza. Ma quale differenza fanno?, si chiede l'autore del libro.
Chaput, tra i vescovi americani, è uno dei più decisi nel prendere posizioni nette su aborto, pena di morte, immigrazione. Nella controversia sulla comunione ai politici cattolici "pro choice" sostiene che se si ignora l'insegnamento della Chiesa sull'aborto non si è più in comunione con la fede. Ci si separa dalla comunità dei fedeli. E quindi se si fa la Comunione eucaristica si commette un atto di falsità.
Negli Stati Uniti, questa controversia è sempre molto viva. L'ultima fiammata si è accesa lo scorso aprile, quando durante le messe del papa in visita a Washington e New York fecero la comunione i cattolici "pro choice" Nancy Pelosi, John Kerry, Ted Kennedy e Rudolph Giuliani.
Ma il libro di Chaput va molto più in profondità. Sollecita i cattolici a vivere pienamente la loro fede, senza compromessi. Se i cattolici americani attraversano una crisi di fede, di missione e di leadership - scrive - il compito di superarla ricade su tutti, sui fedeli come sui vescovi.
E questo compito ha riverberi sul mondo intero. Se gli Stati Uniti esportano violenza, avidità e disprezzo per vita umana, i cattolici americani non possono tollerare ciò. Devono agire attivamente affinché la loro nazione torni ad essere un faro di civiltà, di armonia religiosa, di libertà, di rispetto per la persona.
Il libro di Chaput ha suscitato forte interesse anche a Roma. Lo stesso giorno in cui è uscito nelle librerie, il 12 agosto, "L'Osservatore Romano" vi ha dedicato un'ampia recensione, scritta da Robert Imbelli, sacerdote dell'arcidiocesi di New York e professore di teologia al Boston College.
Qui di seguito è riprodotto un breve passaggio del libro.
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