Profeta della gioia
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di ALFIO CANTARELLA Il Cinquecento è segnato per la Chiesa dalla grave ferita della scissione luterana, che si allarga ancor più con Zwingli, Calvino ed Enrico VIII. Nel 1527, Roma subisce l’invasione dei lanzichenecchi di Carlo V , che mettono la città in ginocchio con le loro violenze. Alcuni anni dopo si abbatte sulla città il flagello della peste che fa migliaia di vittime. Con il concilio di Trento, aperto nel 1545, inizia per la Chiesa il ritorno lungamente auspicato alla riforma dei costumi e alla disciplina canonica. In una città così desolatamente smarrita, umiliata e decimata dalle violenze e dalla peste, si ha una fioritura di santi che anticipano e accompagnano quel cammino della Chiesa verso l’austerità, la povertà e una condotta morale edificante. Gaetano di Thiene fonda l’ordine dei teatini, i cui membri vivono in castità, obbedienza e povertà assoluta, Antonio Maria Zaccaria quello dei barnabiti, per la conversione dei lontani da Dio, e Matteo da Bascio quello dei cappuccini, che vivono scalzi e poveri, praticando una du rissima vita ascetica e la carità.