Dante, i due poteri, la cupiditas
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Un confronto tra Augusto Del Noce e Étienne Gilson sulla filosofia politica dell’Alighieri
di Massimo Borghesi Del Noce e Noventa: l’“anticlericalismo” dantesco
Augusto Del Noce ha richiamato più volte il debito speculativo contratto con il “tomismo esistenziale” di Étienne Gilson e questo tanto nelle sue opere maggiori quanto in saggi specifici1. Meno noto, anche a motivo del materiale inedito tuttora in corso di pubblicazione, è il disaccordo tra i due pensatori riguardo alla filosofia politica di Dante.
Del Noce era venuto interessandosi del Dante “politico” a partire dagli anni Settanta, allorché, pensando alla Democrazia cristiana di allora, alla commistione di laicismo e clericalismo nella politica dei cattolici, auspicava, alla luce delle riflessioni di Giacomo Noventa, un anticlericalismo di tipo dantesco.