Bellezza del realismo
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di PIETRO MESSA Nel 1406 a Nizza, Coletta di Corbie (1381-1447) non solo fece la sua professione nell’Ordine delle clarisse, ma ricevette da Benedetto XIII il permesso di iniziare quella che diventerà la riforma collettina, ossia una delle pagine più belle della storia della Chiesa e, in generale, della cultura francese. Tale attività di riforma troverà la sua formulazione nelle Costituzioni scritte da Coletta che si caratterizzano per una chiara e precisa struttura istituzionale, con regolamenti minuziosi inerenti tutti gli aspetti della vita monastica. La diversità tra la dimensione spirituale della regola di Chiara d’Assisi e la dimensione propriamente giuridica delle Costituzioni di Coletta è più che evidente: qualcuno ha voluto vederne la causa non solo nella volontà della riformatrice francese di assicurare alla sua riforma una durata nel tempo onde essere efficace, ma anche di rispondere a un periodo di decadenza mediante il connubio della forza dell’istituzione con la carità. Nella sua opera di riforma Coletta ebbe l’appoggio — da lei accolto e, in alcuni casi, anche cercato — di persone facoltose, come i nobili locali delle città in cui venivano edificati i monasteri.