Una casualità troppo intelligente per essere casuale
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Il lungo periodo dei 400.000 anni seguito al Big Bang ha visto interazioni di quark, radiazioni e particelle che hanno portato alle prime aggregazioni in forma di protoni, neutroni, quindi di atomi e molecole. Materia ed energia, variamente combinate, formavano la "zuppa cosmica" in cui si sono formate le prime strutture complesse della materia. Se n'è parlato nel seminario internazionale organizzato a Bologna dall'Istituto Veritatis Splendor nel mese scorso, sulla complessità e sullo specifico umano nella evoluzione della vita.
Con il tempo le relazioni fra atomi e molecole sono diventate via via più complesse facendo emergere strutture nuove, nelle condizioni ambientali idonee, fino alla prime forme viventi. La crescita della complessità ha caratterizzato la fase prebiotica che non si è ancora riusciti a ricostruire. Si parla di assemblaggi molecolari e multi molecolari, di autorganizzazione, di fenomeni di autocatalisi. Ovviamente le modalità non possono essere quelle supposte da Darwin per la formazione delle specie. Ma il fatto che ancora non si sia ancora riusciti a spiegare o ricostruire le reazioni chimiche che hanno portato alla/alle cellule primordiali non è un buon motivo per ricorrere necessariamente a forze esterne alla natura o a una origine extraterrestre, come pensava Francis H.C. Crick. D'altra parte l'affermazione che la vita si sia originata per intervento diretto di Dio esorbita dall'ambito scientifico e non può essere contestata né dimostrata con i metodi della scienza.
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