E Pio X si sbarazzò dell'«ancien régime»
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Pubblichiamo un estratto di una lezione tenuta mercoledì 24 febbraio all'università di Opole in Polonia sul tema "La sede Apostolica e l'Europa Orientale da Pio X alla nunziatura di Achille Ratti in Polonia".
L'espressione "Europa orientale" divenne un concetto politico dopo la prima guerra mondiale, con la scomparsa dei grandi Imperi sovrannazionali - Reich tedesco, Austria-Ungheria asburgica, Russia zarista - e la nascita, sanzionata dalla Conferenza di pace di Parigi, di ben nove nuovi Stati nazionali - Finlandia, Lettonia, Estonia, Lituania, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Austria, Jugoslavia - nessuno dei quali era mai esistito prima con i confini stabiliti allora. A questi nuovi Paesi si aggiunse la Romania che incamerò regioni già asburgiche a nord - la Transilvania e la Bucovina - e zariste a est - la Bessarabia, cioè in larga misura l'attuale Moldavia - con il risultato di raddoppiare la superficie e di modificare radicalmente la propria configurazione territoriale. La geopolitica europea ne risultò sconvolta, con il risultato di innescare un processo di destabilizzazione degli equilibri continentali durato per tutto il secolo scorso e che neppure oggi possiamo considerare concluso.