Ancora satanisti nel 2050?
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Ci saranno ancora satanisti nel 2020, o nel 2050? Potranno ancora credenze e pratiche apparentemente così anacronistiche e antiche sopravvivere nel terzo millennio? Posta in questo modo, la domanda sarebbe ingenua. Il satanismo, infatti, non è un fenomeno «antico». La credenza delle religioni all'esistenza del Demonio e alla sua molteplice influenza sulla vita sociale è, certamente, un fenomeno antichissimo. Ma il satanismo come lo definisce la sociologia - il culto organizzato del Diavolo da parte di gruppi strutturati e gerarchici - nasce soltanto nell'epoca moderna. La protostoria del satanismo negli ultimi e più complessi processi di stregoneria e di possessione «indotta» da malefici esterni si sviluppa dopo la scoperta dell'America, agl'inizi dell'Evo Moderno. Il primo vero episodio di satanismo - alla corte di Luigi XIV (1638-1715), intorno alla merciaia Cathérine La Voisin (1640-1680), che inventa la Messa nera - è cronologicamente parallelo alle prime autentiche inquietudini della modernità. Da allora inizia un processo pendolare per cui l'uscita allo scoperto di piccoli nuclei di satanisti determina una reazione quasi sempre sproporzionata, e il discredito in cui cade per i suoi eccessi la reazione anti-satanista favorisce la nascita di nuove forme di satanismo.