Giacinto Odrowaz domenicano della prima ora
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Non capita che di rado, nel contesto delle scienze umanistiche, che un auspicio espresso in relazione a uno spunto di ricerca iconografica trovi piena e puntuale realizzazione. È, pertanto, anzitutto con sorpresa che, ad appena due anni dalla formulazione di quel rassegnato desiderio, va accolto l'annuncio dello scorso 10 dicembre del rinvenimento dei due stendardi in seta raffiguranti san Giacinto Odrowaz (1185-1257), domenicano della prima ora, nei magazzini del convento della Santissima Trinità di Cracovia.
Il santo, che è tra le figure più ragguardevoli della storia agiografica post-tridentina, vanta tra le sue benemerenze postume l'onore d'essere il primo santo canonizzato all'indomani dell'istituzione della Sacra Congregazione dei Riti e delle nuove norme varate in materia dal concilio di Trento e di costituire l'unico polacco rappresentato tra le 139 statue che sormontano il colonnato berniniano di Piazza San Pietro. Negli anni immediatamente a ridosso della sua canonizzazione, celebrata in San Pietro il 17 aprile 1594, era fiorita, soprattutto in ambiente domenicano, una ricca produzione iconografica che aveva visto attivi alcuni tra i più celebri rappresentanti del manierismo e del barocco italiano. Essa codificò assai presto un nucleo di precisi modelli figurativi che rispondessero adeguatamente alle esigenze e alle soluzioni propugnate dopo Trento per la pittura cattolica "riformata", orientandosi soprattutto verso moduli semi-arcaizzanti, con il santo raffigurato in saio bianco e cappa nera, tonsurato, in posa devota o contemplativa davanti alla visione della Vergine che, nel corso della mistica apparizione, rivolge al santo la frase, abitualmente apposta su cartigli: Gaude, fili Hyacinthe, quia orationes tuae gratae sunt Filio meo et quidquid ab eo per me petieris impetrabis.