Padre Chenu e il medioevo di Tommaso
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Marie-Dominique Chenu (1895-1990): "Uno dei principali medievisti del suo tempo", secondo la definizione di Louis-Jacques Bataillon, il presidente della Commissione Leonina, da poco scomparso. Noi possiamo aggiungere: il principale storico della teologia medievale scolastica dei secoli xii e xiii e lo studioso più innovatore del "Tommaso della storia", ossia di un Tommaso che non è - come annotava Yves Congar - "senza padre, senza madre, senza genealogia", ma trova la sua identità e originalità nella cultura del suo tempo. E, infatti, le ricerche di padre Chenu sulla teologia medievale, e in particolare su Tommaso d'Aquino, si mossero esattamente nella convinzione di un inscindibile rapporto tra la figura della teologia e le "congiunture" - come egli le chiamava, forse un poco abusando del termine - nelle quali essa nasceva e si elaborava. "Il medievismo di Chenu - lo rileva ancora padre Bataillon - è quello di un uomo visceralmente teologo, di un teologo che ha compreso, contro la maggior parte dei tomisti del tempo, che non si può cogliere una dottrina, per alta che sia, nella sua vitalità propria, se non la si colloca nel contesto in cui è nata".