11 febbraio
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In effetti l'Italia è stata laboratorio di sperimentazione di nuove modalità di realizzazione storica dell'antica idea cristiana della distinzione tra Chiesa e Stato, in una prospettiva non conflittuale bensì di collaborazione. Dinnanzi alle nuove configurazioni degli Stati che, a livello planetario, veniva portando il Novecento, si imponeva una diversa impostazione dei rapporti con la Chiesa, superando le teorizzazioni dottrinali di un tempo, così come le esperienze di un passato morto e sepolto. I Patti dell'11 febbraio 1929, in un contesto europeo segnato da derive totalitarie, significarono il ricorso allo strumento internazionale per affermare e garantire, nella misura possibile, la libertà religiosa nelle sue tre diverse dimensioni: individuale, collettiva, istituzionale. Tornate le democrazie, la concezione degli accordi tra la Santa Sede e gli Stati come pacta libertatis et cooperationis apparve singolarmente confacente anche alle nuove realtà politiche e ordinamentali.