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C`è una cosa che stiamo perdendo nelle nostre messe italiane. La capacità di cantare. La cosa non accade negli altri Paesi, soprattutto quelli del nord Europa, dove è bellissimo entrare in chiesa e sentire i fedeli cantare gli inni e i corali con una voce sola. Il canto è segno di cura nella celebrazione, ma è anche segno di partecipazione. Il canto da sempre è qualcosa di meraviglioso, che comunica con le cose più profonde della nostra vita. Non è un caso che già nei popoli primitivi il canto venisse usato per comunicare con la divinità. Per pregare. E le mamme conoscono bene la potenza del canto, quando intonano ninna nanne per i loro piccoli. Così il popolo d`Israele intonava canti al suo Dio, e i cristiani, più tardi, avrebbero fatto quest’esperienza per riempire le chiese di meravigliose melodie per ogni occasione liturgica.
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